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Il San Daniele alleato dell’ambiente

 Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele impegnato per supportare i consorziati nella gestione sostenibile del processo produttivo. Oltre 3.600 tonnellate annue di sale esausto recuperato e riutilizzato; acque reflue sempre più depurate e controllo degli odori.

L’ambiente e il suo microclima hanno avuto tanta parte nel renderlo il simbolo del Friuli nel mondo. Il Prosciutto di San Daniele, perciò, non può che avere un rapporto solidale e di gran rispetto per ciò che contribuisce naturalmente alla sua squisitezza. 

È per questo che la “sostenibilità” è insieme una parola e un concetto chiave nell’attività del Consorzio del Prosciutto di San Daniele, impegnato a guidare gli aderenti verso una gestione sostenibile dei processi di produzione, creando al contempo valore per la comunità e l’ambiente. 

Nello specifico, il Consorzio funge da soggetto facilitatore e di supporto per la gestione da parte delle imprese consorziate di tre servizi: gestione dei rifiuti e in particolare del recupero di salamoia e smaltimento di sale solido; smaltimento delle acque reflue; gestione di servizi di energia elettrica e gas. 

Per un ottimo prosciutto, si sa, il sale è ingrediente fondamentale.
 Ma che fare di quello esausto? Il Consorzio ogni anno si occupa di oltre 3.600 tonnellate di sale esausto derivante del processo di lavorazione solido, perché dal 2009, attraverso un’azienda specializzata, lo ritira presso i prosciuttifici e lo destina a strutture per altro uso. Il sale esausto, infatti, può avere altri utilizzi industriali. Può essere usato come antighiaccio stradale, per esempio, o nell’industria conciaria. 

Il ritiro consortile di questo scarto di lavorazione e il suo reimpiego generano molteplici impatti positivi, perché riducono e valorizzano lo scarto, efficientano il servizio, danno già concretezza al concetto di economia circolare.

Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele gestisce anche il depuratore consortile che raccoglie le acque dei siti produttivi che aderiscono al servizio. Annualmente l’impianto tratta circa 300mila metri cubi di acque reflue. Dal 2015, anno di entrata in funzione, c’è stato un notevole miglioramento delle caratteristiche delle acque immesse nella fognatura pubblica. Grazie alle potenzialità tecnologiche dell’impianto, il Consorzio controlla le caratteristiche qualitative dell’acqua, migliorandone la qualità, e monitora costantemente gli impiatti sull’ambiente e sulla comunità. Continui gli investimenti per il miglioramento del servizio: nel 2019 alcune innovazioni tecniche hanno ridotto l’evaporazione delle acque e degli odori rilasciati nell’ambiente. 

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