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Mar. Gen 20th, 2026

E’ verde, sostenibile e instagrammabile (ma non proprio economico) il primo “grillo burger”. Le reazioni di chi lo ha provato

Tocca al “milanese imbruttito” collaudare il primo hamburger di grillo messo in commercio in Italia. E non è solo ironia, è proprio la capitale meneghina a inaugurare quella che potrebbe essere una nuova tendenza gastronomica. Lanciato dalla catena Pane e Trita che comprende sette ristoranti in Lombardia, il Grillo Cheesburger è presentato con lo slogan “sostenibile e instagrammabile”. Ha debuttato il 15 febbraio, riporta TiscaliNews..

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La curiosità è tanta e la voglia di provarlo pure.

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Perché il pane con cui è realizzato il Grillo Cheesburger è così verde?

Il colore viene dall’alga spirulina contenuta nell’impasto e, sì, decisamente instagrammabile.

Di cosa è fatto, quanti insetti contiene e che sapore ha?

La ricetta comprende patate, fagioli cannellini, acqua, lievito, sale, malto d’orzo, pane grattugiato e, eccola, la farina di grillo. Questo ingrediente, dal sapore molto deciso e che altrove è stato definito vicino alla nocciola, è presente solo con l’1,6%. Sì ma di cosa sa? I pareri all’assaggio sono vari, c’è chi lo trova simile alla bottarga, chi più “patatoso” e chi sottolinea come l’insieme di cavolo, patate croccanti e scamorza con cui è servito mettano in risalto soprattutto il formaggio (d’altra parte è un cheeseburger). Nessun sapore strano o insolito, c’è chi lo trova perfino “casereccio”. Successo al primo lancio, al prezzo di 13,90.

La farina di grillo comune sgrassato è costosa, arriva in questo caso dalla Finlandia e il panino viene venduto a prezzo “promo” contenuto, altrimenti dovrebbe costare attorno ai 20 euro. Pane e Trita anticipa di star pensando al lancio di altri prodotti fatti con farina degli insetti autorizzati dall’Unione europea. Ma c’è chi si preoccupa delle allergie.

Su questo l’Ue è stata chiara nelle indicazioni dello scorso 5 gennaio: non è consigliato per chi è già allergico a molluschi, crostacei e acari della polvere. Inoltre, non dovrebbero essere mangiati da persone al di sotto dei 18 anni d’età. E l’etichettatura deve indicare con chiarezza gli allergeni, come avviene già per altri alimenti.

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