Oggi l’Economist Intelligence Unit (EIU) ha pubblicato la nona edizione del Global Food Security Index (GFSI), sponsorizzato da Corteva Agriscience. Il GFSI 2020 analizza la sicurezza alimentare in termini di disuguaglianza economica e di reddito, disparità di genere, ambientale e di risorse naturali. L’indice richiama l’attenzione su lacune di sistema e su come COVID-19 abbia esacerbato il loro impatto sui sistemi alimentari. In base a questi risultati, la sicurezza alimentare mondiale è diminuita per il secondo anno di seguito.

“L’indice rileva le sfide impegnative che ruotano attorno alla sicurezza alimentare ed evidenzia le opportunità per un sistema alimentare globale più forte, e l’agricoltura è al centro di questo sistema,” ha dichiarato Jim Collins, Chief Executive Officer di Corteva Agriscience. “Corteva Agriscience sponsorizza il GFSI per favorire il dialogo su intuizioni e soluzioni utili ad affrontare l’insicurezza alimentare globale. Siamo orgogliosi di essere tra i principali portavoce di un impegno ben articolato per costruire un mondo più sicuro dal punto di vista alimentare.”

Quest’anno, il GFSI dell’EIU misura gli indicatori della sicurezza alimentare attraverso i fattori che determinano l’accessibilità, la disponibilità, la qualità e la sicurezza, le risorse naturali e la resilienza, per area geografica. In base ai risultati del report dell’EIU sull’Europa, il continente è al secondo posto nella classifica globale e si conferma al primo posto per accessibilità degli alimenti. A eccezione dell’Ucraina, tutti i paesi europei adottano importanti programmi di sicurezza alimentare, che sono stati sottoposti a forti pressioni da COVID-19. Nel 2020, la pandemia ha coinvolto anche le forniture alimentari in Europa, riducendo la disponibilità di input a causa della carenza di lavoratori stagionali migranti. Nell’Unione Europea, le forniture alimentari sono inoltre state minacciate da COVID-19 a causa del comportamento dei consumatori, che presi dal panico hanno fatto incetta di beni essenziali.

Secondo il report EIU, l’indice riscontra che la volatilità della produzione agricola in Europa è superiore alla media mondiale. L’instabilità impedisce di prevedere e programmare forniture alimentari costanti. Serbia, Slovacchia e Norvegia sono tra i paesi che evidenziano maggiore volatilità delle produzioni agricole. Tuttavia, l’Europa come area geografica potrebbe riuscire a compensare tale squilibrio con un incremento di infrastrutture e soluzioni tecniche più efficienti. Tenendo a mente questo, aprirsi alle innovazioni rimane cruciale e l’Europa deve impegnarsi seriamente per introdurre nuove misure e pratiche innovative nella gestione agricola per bilanciare questa volatilità e mitigare i rischi.

“In un contesto caratterizzato da pandemia e cambiamenti climatici, il GFSI di quest’anno si focalizza sulle sfide per la sicurezza alimentare,” ha dichiarato Igor Teslenko, Presidente Europa di Corteva Agriscience. L’Italia, con un punteggio generale di 76,6 su una scala da 1 a 100, si attesta in una buona posizione, con ottimi risultati per le categorie: accessibilità, 89,90 punti, qualità e sicurezza, con 88 punti. Ci affidiamo a questi dati per migliorare la sicurezza dei sistemi alimentari, identificare le vulnerabilità e assicurare forniture e risorse alimentari stabili.”

Il GFSI include da quest’anno tra le quattro categorie principali “Risorse Naturali e Resilienza”. Ciò ha comportato un notevole cambiamento nella metodologia, mostrando la resilienza dei sistemi alimentari in rapporto ai cambiamenti climatici. I sotto indicatori di questa categoria comprendono la dipendenza dalle importazioni di alimenti, la gestione del rischio di catastrofi e la crescita prevista della popolazione. In base ai risultati per area del report EIU, per questa nuova categoria, l’indice ha evidenziato che i paesi europei superano tutte le altre aree geografiche, anche se nella classifica generale l’Europa risulta la più debole dell’indice. Nonostante la maggiore esposizione a siccità e inondazioni, l’Europa è leader globale nella promozione dell’impegno politico per l’adattamento ai cambiamenti climatici.