Il buongiorno si vede dal mattino. E non è solo un modo di dire. Scordiamoci brunch, business-lunch e apericena. Tutte voci entrate nel vocabolario dei termini desueti (e fuori moda). A Torino ora si va a fare la prima colazione. Perché – in linea con le tendenze del momento – non si può prescindere dal rito del breakfast, tanto per dirla all’anglosassone. Ma dev’essere una prima colazione coi fiocchi.

Bye bye brioche e cappuccino consumati in fretta e furia al bar dell’angolo. Lo scenario cambia: ora i torinesi, e non solo quelli mattinieri, varcano senza timore la soglia dei grandi alberghi, quattro o cinque stelle; seduti in ambienti d’atmosfera, si godono buffet degni di un banchetto nuziale, che si prolungano fin quasi all’ora del pranzo. Riempiendo il piatto senza limiti. E il tutto senza svenarsi.

«Da noi accade spesso, soprattutto nel weekend, ma pure nei giorni festivi, quando serviamo la colazione fino alle 11, talvolta anche di più, siamo elastici perché vogliamo offrire un clima rilassato sia d’inverno nella Sala delle teiere che d’estate nel nostro cortile interno, un’oasi raccolta e fiorita nel cuore della città» dice Bruna Chiarle, direttrice del Victoria. La strategia cattura-clienti? «Non c’è, funziona bene il passaparola. Gli “esterni” sono in discreto e costante aumento».

Cade definitivamente un luogo comune: quello che i servizi degli hotel siano a uso esclusivo dei turisti. Off limits per i residenti. In verità viene sdoganato un modello di ristorazione che in molti altri Paesi è considerato normale. Posti dove un invito a colazione, magari all’alba, non è così strano. Al Turin Palace di via Sacchi, ad esempio, sta prendendo piede il business breakfast. Dalle 7 alle 11, nella spettacolare Sala Mollino puoi portarti dietro il pc e farti riservare un tavolo appartato per fare telefonate o ricevere un cliente. Con la certezza di poterlo prendere per la gola.

Ogni domenica, l’NH Collection di piazza Carlina estende l’orario fino a mezzogiorno. Al Double Tree by Hilton Turin Lingotto, ambiente tecnologico a tutta altezza frutto della riconversione degli spazi industriali voluti da Renzo Piano, oltre a fare colazione (fino alle 11 nei weekend; 15 euro; 7 i bambini sotto i 10 anni), in reception si possono ritirare i biscotti, caldi e fragranti, con gocce di cioccolato, simbolo dell’accoglienza del brand sin dal 1980, mentre all’NH Lingotto di via Nizza ai clienti del breakfast continentale (costo 10 euro), viene offerto l’ingresso alla Pinacoteca Agnelli: al momento della prenotazione chiedete la possibilità di accomodarvi nel Giardino delle Meraviglie, oasi tropicale nel cuore dell’ex fabbrica.

Turin Palace, 8 del mattino, camerieri in andirivieni. Il piatto in mano, difficile orientarsi tanta è variegata la scelta, se ti va puoi persino concederti una flu^te di bollicine per accompagnare il salmone affumicato. Dolce & salato, squisitezze preparate artigianalmente (i dolci sono «fatti in casa»), bevande detox, ghiottonerie vegane e gluten free. Ovunque ti giri, una tentazione. «Abbiamo selezionato alcune eccellenze locali come cioccolato di Gobino, marmellate Domori, formaggi tipici piemontesi come toma, robiola di Roccaverano» dicono. La vocazione territoriale va però di pari passo con il suo respiro internazionale. La conferma arriva anche dallo spazio dedicato agli ospiti musulmani che possono contare su prodotti Halal. Quanto costa avvicinarsi a questo luculliano banchetto? 25 euro, ma li vale davvero tutti.

La ricerca della qualità e l’attenzione per il dettaglio non è da meno all’hotel Victoria, un inaspettato angolo parigino in pieno centro che è un’autentica delizia, proprio come il buffet (20 euro). Da assaggiare, focacce, bacon e salumi della Val Varaita e uova strapazzate («gli inglesi dicono che sono le migliori di Torino») ma soprattutto la torta di nocciole prodotta da Crippa, uno dei 10 chef tre stelle d’Italia. Ne faresti indigestione.

Stessa cifra si spende per il breakfast all’NH Collection Carlina. L’ideale è la domenica quando il servizio viene prolungato fino alle 12. Si può scegliere: sedersi nelle sale tra quadri di Carol Rama, Mario Merz e scatti di Carlo Mollino, lungo le gallerie vetrate oppure nel cortile interno decorato da piante di limoni. Vanno alla grande i pancake «home made» con sciroppo d’acero e il salmone che, comprato fresco, viene affumicato in casa. Roba da intenditori.

Il lussuoso Grand Hotel Sitea di via Carlo Alberto, apre le porte ai più mattinieri sino alle 10, 30. Essendo una struttura cinque stelle, il buffet (prezzo 18 euro) non può essere da meno, ricco e goloso con molti prodotti a km zero, perché l’attenzione verso il territorio – per fortuna – è ormai una costante.

Gli hotel – e quando la città è deserta è una fortuna – non chiudono per ferie. Mai. Per la prima colazione del giorno di Ferragosto, qualcuno ha già annunciato che «non sarà il solito buffet, sarà invece una vera festa del palato». Non resta che testare. (Fonte Lastampa)