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Nasce il “Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna” per condividere strategie e consigli per contrastare lo spreco alimentare

Il Patto contro lo Spreco Alimentare invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage

Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna
Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna

Si è aperta con un’importante novità la V Edizione del Green Retail Lab: le strategie del Retail per un presente sostenibile, l’evento di Retail Institute Italy in collaborazione con Italia Circolare, che riunisce a Milano protagonisti del settore, esperti e accademici, a confronto sui temi più rilevanti per lo sviluppo della sostenibilità e della circolarità nel settore Retail.

L’incontro, che si è tenuto il 5 giugno presso la Torre PwC, è stato introdotto da Alberto Miraglia, Direttore Generale di Retail Institute Italy e dall’intervento Sostenibilità e intelligenza artificiale nella filiera del Food&Beverage a cura di Omar Cadamuro, Partner PwC Italia, Consumer Markets, PwC Italy.

È stato poi il momento della presentazione in anteprima del Patto contro lo Spreco alimentare per la Distribuzione Moderna, progetto di Italia Circolare in partnership con Retail Institute e l’Università di Pollenzo.

A raccontare l’iniziativa Paolo Marcesini, Direttore, Italia Circolare, Giorgio Santambrogio, Vicepresidente, Federdistribuzione e Gabriele Cena, Responsabile Relazioni Esterne e Partnership, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

L’Agenda di Parigi varata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015 ha adottato gli obiettivi di sviluppo sostenibile per il 2030. L’Obiettivo numero 12, Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, prevede di dimezzare gli sprechi alimentari pro capite a livello di vendita al dettaglio e di consumo, e di ridurre le perdite alimentari lungo le catene di approvvigionamento e di produzione. L’Unione Europea ha definito lo sviluppo sostenibile sullo spreco alimentare un obiettivo tendenziale che i suoi Stati membri si impegnano a raggiungere. La Commissione Europea invita tutti gli attori della catena alimentare a definire le misure necessarie a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile relativi ai rifiuti alimentari e condividere le migliori pratiche e i risultati ottenuti.

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Il Patto contro lo Spreco Alimentare invita le marche e le insegne della distribuzione moderna ad assumere un impegno congiunto per contrastare concretamente ogni forma di spreco nel settore food and beverage.

Il progetto si rivolge in via prioritaria a tutte le aziende di produzione, trasformazione e distribuzione che, attraverso nonsprecoilcibo.it (disponibile nei prossimi giorni), condivideranno strategie e consigli per contrastare lo spreco alimentare. L’iniziativa coinvolgerà anche esperienze del terzo settore, start up innovative, università, centri di ricerca e sviluppo, anche attraverso partnership di progetto, clienti e cittadini consapevoli che vogliono acquisire conoscenze e competenze sugli strumenti di riduzione dello spreco alimentare

I beneficiari saranno in prima battuta 26.000 punti di vendita della Distribuzione moderna in Italia, con 58 milioni di consumatori che tutte le settimane fanno le loro scelte alimentari.

“Oggi le imprese sono chiamate a dare un segnale forte in termini di idee e di azioni che mirano a creare e mantenere un sistema economico, sociale e ambientale sano e sostenibile. Le aziende più lungimiranti portano i temi della CSR su livelli più strategici, impattando su prodotti e persone. La nuova sfida per il Retail sarà quella di non limitarsi a sviluppare modelli di business sostenibili, ma di influenzare tutti gli attori coinvolti nel settore. La valutazione dei progetti aziendali non può più prescindere dall’affrontare in modo congiunto l’impatto sulla redditività, sulla società e sull’ambiente.” – commenta Alberto Miraglia, Direttore Generale, Retail Institute Italy.

“Non sprecare cibo significa non sprecare le risorse del pianeta. La FAO calcola che a livello globale oltre un terzo del cibo prodotto al mondo va perso o sprecato. Circa il 14% durante la produzione e la trasformazione, sono le “perdite alimentari”, il 17% durante i processi di vendita e consumo, gli “sprechi alimentari”. In particolare, l’11% dalle famiglie in ambito domestico. Il cibo è un bene comune che deve essere rispettato, condiviso, amato. Combattere lo spreco alimentare significa dare nuovo valore sociale, culturale ed economico al cibo”. – Prosegue Paolo Marcesini, Direttore di Italia Circolare.

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Per Gabriele Cena dell’Università di Pollenzo: “L’interesse al progetto Io Non Spreco.it è molto forte e sentito a Pollenzo. La forza del progetto a mio avviso sta e parte dall’icona al centro del logo del progetto, il logo dell’SDGs n. 17 “Partnership for global goals”, perché senza il contributo e la connessione di tutti gli attori della filiera non si avrà una riduzione significativa dello spreco alimentare. In occasione del Ventennale di Pollenzo UNISG ha lanciato, in collaborazione con Slow Food e le Comunità Laudato sì e altre università l’Appello all’Educazione Alimentare “Col Cibo si Educa, Col Cibo si Cambia” Da questo appello compare con forza l’obiettivo di dare a tutti gli attori, a partire dai bambini, dalle scuole, ma anche ai tanti consumatori, elementi utili per comprendere le dinamiche per creare modelli più sostenibili, e anche dare elementi per comprendere l’importanza della riduzione dello spreco alimentare. Un ulteriore strumento che il nostro Ateneo lancerà a partire dal prossimo anno è l’Executive Master in Circular Economy For Food, per formare i professionisti della filiera agroalimentare sui temi della sostenibilità ed economia circolare, temi strettamente connessi a nonsprecilciboo.it”.

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TM

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