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Nel 2022 Carita Italia ha distribuito aiuti per 3,4 milioni in cibo, bollette e sanità. Aumentano i “poveri assoluti” e solo quasi solo stranieri. Don Marco Pagniello: sconfitta per l’intera società

Da sinistra: Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana; Walter Nanni, Federica De Lauso e Vera Pellegrino, Ufficio Studi di Caritas Italiana
Da sinistra: Mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, presidente di Caritas Italiana; Walter Nanni, Federica De Lauso e Vera Pellegrino, Ufficio Studi di Caritas Italiana

È stato presentato oggi, venerdì17 novembre 2023 dalle ore 10.00 alle ore 12.00, a Roma, presso la sede di Caritas Italiana, il Rapporto 2023 su povertà ed esclusione sociale in Italia dal titolo “Tutto da perdere”. La data scelta è strettamente collegata alla VII Giornata Mondiale dei Poveri del 19 novembre.

Il Rapporto, a quasi un trentennio dalla sua prima edizione, si sofferma anche quest’anno sulla povertà e l’esclusione sociale nel nostro Paese, riportando numeri e storie, evidenze empiriche e tendenze di lungo periodo, problemi e risposte. Il focus centrale e trasversale è dedicato in questa edizione al fenomeno dei working poor, ossia di quelle situazioni di povertà, personali e familiari, in cui non manca il lavoro, ma il reddito non è sufficiente a una vita dignitosa.

Su questo aspetto è stata realizzata un’indagine nazionale, di taglio sperimentale e qualitativo, la prima di tipo partecipativo mai realizzata da Caritas Italiana, che ha coinvolto in tutte le fasi di studio (dalla progettazione del disegno della ricerca fino all’analisi dei risultati), un gruppo di persone che vivono sulla propria pelle la condizione di fragilità economica e lavorativa. In questo modo le persone si rendono protagoniste e non solo destinatarie di aiuto.

I dati confermano come – con oltre 5,6 milioni di poveri assoluti, pari al 9,7% della popolazione – la povertà in Italia sia un fenomeno strutturale e non più residuale come in passato. Una povertà che oggi ha sempre più i tratti dell’“ereditarietà”. Il nostro Paese in Europa è quello in cui la trasmissione inter-generazionale delle condizioni di vita sfavorevoli risulta più intensa.

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I poveri assoluti sono saliti lo scorso anno da 5 milioni 316mila a 5 milioni 673mila (+ 357mila unità). L’incidenza è passata dal 9,1% al 9,7%. Se si considerano i nuclei, si contano 2 milioni 187mila famiglie in povertà assoluta, a fronte dei 2 milioni 22 ila famiglie del 2021 (+165mila nuclei), concentrati soprattutto nel Mezzogiorno.
Evidenti le disuguaglianze tra cittadini italiani e stranieri residenti, acuitesi negli ultimi dodici mesi. La povertà assoluta si mantiene infatti al di sotto della media per le famiglie di soli italiani (6,4%), mentre si attesta su livelli molto elevati tra i nuclei con soli componenti stranieri (33,2%). Tra gli stranieri con figli minori il dato balza al 36,1% (a fronte del 7,8% delle famiglie di soli italiani). Gli stranieri, pur rappresentando solo l’8,7% della popolazione residente, costituiscono il 30% dei poveri assoluti.

«La presenza di oltre 2,1 milioni di famiglie povere è una sconfitta non solo per chi ne è direttamente coinvolto, ma anche per l’intera società – afferma don Marco Pagniello, direttore di CaritasItaliana –, perché così essa si trova a dover fare i conti con la perdita di capitale umano, sociale, relazionale che produce gravi e visibili impatti anche sul piano dei diritti». «Da qui – prosegue – la scelta del titolo “Tutto da perdere”, che sottintende come in realtà tutti possiamo dirci vinti di fronte a questi numeri». «Come ci chiede papa Francesco, nell’invitarci a celebrare la Giornata mondiale dei Poveri del 19 novembre, siamo tutti chiamati a “non distogliere lo sguardo dal povero”. Invitati dunque a partire dai poveri, a metterli al centro delle nostre comunità, a fare la nostra parte per cercare di diminuire le disuguaglianze e dare sollievo e nuove opportunità a chi si rivolge a noi, per sconfiggere insieme la miseria», conclude don Pagniello.

Gli aiuti materiali di Caritas italiana, nel 2022, sono stati complessivamente 3,4 milioni, per una media di 13,5 prestazioni per assistito/nucleo (la media del 2021 era di 6,5).

Nel dettaglio, gli aiuti in percentuale per beni e servizi materiali (cibo, mensa, empori, vestiario, ecc.) sono stati pari a 2.489.018 71.8 Alloggio 325.860 9.4; Ascolto (semplice o con discernimento), Sostegno socio-assistenziale (accoglienza in famiglia, affidamento familiare, sostegno socio- educativo, assistenza domiciliare, ecc.), Sussidi economici (per bollette, tasse, affitto, spese scolastiche, ecc.), Sanità (visite mediche, cure odontoiatriche, farmaci, ecc.) 256.528 7.4 159.463 4.6 86.665 2.5 48.535 1.4 Altro 100.531 2.9 Per un totale di 3.466.600.

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