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Pasta: origini e miti da sfatare. A cura di Federico Pizzileo – Chef in Camicia

Chi ha inventato la pasta? Di chi è la partenità di questo meraviglioso cibo simbolo del Bel paese? Scopriamolo insieme, andando alla ricerca della sua origine con Federico Pizzileo – Chef in Camicia.

Nicolò Zambello

Lo diamo tutti quasi per scontato: la pasta è un orgoglio gastronomico e simbolo mondiale dell’Italia, eppure pochi sanno che la sua origine è contesa tra due mondi apparentemente così lontani: Italia e Cina. Lungi da qui l’idea di rivoluzionare la concezione comune che riguarda questo meraviglioso ingrediente, ma è bene capire come ognuno abbia contribuito, nel corso dei secoli, allo sviluppo di un cibo così tanto amato.

Testimonianze dalla Cina

Come forse molti sanno, gli spaghetti (in tutte le loro forme) sono parte della cultura gastronomica e della tradizione alimentare nostrana…ma non solo questo. Ebbene sì, leggendo “noodles” vi verrà sicuramente in mente il continente asiatico, in particolare la Cina.

Scorrendo indietro il calendario temporale, si scopreche alcune delle prime testimonianze di questo cibo risalgono a 4000 anni fa circa: i primi spaghetti della storia furono preparati utilizzando la farina di miglio o altre farine leguminose, non con la semola – a cui siamo invece abituati in Italia.

Questa differenza può aiutarci già a definire meglio qual è stato il percorso che questo cibo ha fatto in giro per il mondo, escludendo l’ipotesi più famosa, ossia che Marco Polo, di ritorno dal suo viaggio nel 1295, abbia portato con sé i noodles.

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Infatti, in Italia abbiamo testimonianze della pasta già da prima del 1100, grazie invece alla dominazione araba della Sicilia. Un’invenzione, quindi, sviluppata in parallelo nei due continenti.

La pasta in Italia

Più di 9000 anni fa, tra le prime forme di alimentazione e sostentamento nate con l’agricoltura si trovavano le poltiglie di legumi e cereali, che venivano pestati grossolanamente e mescolati con l’acqua.
Il prodotto ottenuto si può indicare come il progenitore di quella che oggi chiamiamo pasta, perché è proprio da questa poltiglia che derivarono poi altre preparazioni come il pane, le polente e le paste fresche ed essiccate.

Con l’evoluzione sociale e tecnologica, nei secoli è stata quasi spontanea la nascita di nuovi modi di preparare e intendere il cibo.
Se in Cina la farina di soia o di altre leguminose veniva mescolata con l’acqua,allora la paternità dell’utilizzo del frumento è invece tutta italiana; a confermarlo ci sono anche le numerose testimonianze di epoca romana, come la lagana – una specie di pasta molto sottile.

Quella più consumata oggi, ossia la pasta secca, ha invece un’origine mista, perché unisce l’Italia con il mondo arabo: furono i primi avventurieri del deserto che iniziarono a essiccare la pasta per poterla conservare più a lungo durante il pellegrinaggio, e con l’occupazione della Sicilia questa pratica venne tramandata anche nei villaggi e nelle famiglie nostrane.

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Da qui la pasta si diffuse in tutta la penisola nel corso del 1300, arrivando fino al 1500, quindi ben due secoli dopo, in cui nacquero le corporazioni di paste alimentari, diffuse su tutto il territorio.

In sintesi, chi ha inventato la pasta?

La risposta non è così lineare e semplice, anzi come abbiamo visto è in realtà un patrimonio mondiale. Se invece parliamo di distinzioni tra formati, modalità di conservazione e materie prime utilizzate, allora possiamo dire che esistono varianti asiatiche, mediorientali ed europee.

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TM

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