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FOOD E SOSTENIBILITÀ

Aumenta l’interesse dei consumatori per la sostenibilità ma le aziende comunicano poco. Astrarea: un consumatore su 5 non capisce se un’azienda è davvero sostenibile o fa solo ‘greenwashing’

Per comunicare la sostenibilità ci vogliono le parole giuste ma anche i giusti interlocutori, e l’impegno concreto delle organizzazioni che operano in modo sostenibile. Ancora oggi, secondo un’indagine Astrarea condotta nel 2020, solo il 60% delle aziende che applicano pratiche di sostenibilità si occupa di comunicarlo all’esterno e solo il 35% lo fa coinvolgendo media specializzati o media generalisti. Il 79% delle informazioni restano così ‘imprigionate’ nei siti aziendali o nei canali social aziendali (63%), e in definitiva circa un quarto delle imprese informano in modo saltuario e selettivo.

Il risultato – riporta Adnkronos – è che i consumatori dimostrano ancora ben poca conoscenza delle attività di sostenibilità delle imprese, anche di quelle molto impegnate. Ma c’è una buona notizia: se da un lato sappiamo che le informazioni sulla sostenibilità di impresa sono ancora troppo poco diffuse, e legate a modelli che andrebbero superati, dall’altro risulta che le persone sarebbero interessate a saperne di più.

L’ultima Global survey of corporate social responsibility and sustainability, condotta da Nielsen a livello globale intervistando 30mila utenti internet in 60 Paesi, mostra che il 66% dei consumatori a livello globale, e il 52% di quelli italiani, sarebbe disposto a pagare di più per un brand ‘responsabile’. Tuttavia, in un’altra indagine condotta da Ipsos per Centromarca tra aprile e maggio 2021, su un campione rappresentativo di mille italiani fino a 75 anni, un consumatore su cinque ha ammesso di avere difficoltà a capire se un’azienda è davvero sostenibile o se fa solo ‘greenwashing’.

Da qui deriva l’impegno ancora maggiore a cui sono chiamati i media: comunicare in modo più efficace, credibile e qualificante il valore reale dell’impegno delle aziende sulle tematiche ambientali, sociali e di governance. È questo uno degli obiettivi de ‘Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale’, che per la sua edizione 2021 è affiancato da media partner (Askanews, Adnkronos, Bfc Forbes, Corriere della Sera Buone Notizie, Ciaopeople, EticaNews, IgpDecaux, Mark Up, StartupItalia, Vita) e media supporter (Csroggi, Eco in città, Materia Rinnovabile, Nonsoloambiente, Smemolab, The Map Report, The Procurement).

“La comunicazione deve essere sempre chiara e trasparente. La chiarezza, ma anche la semplicità, consentono di arrivare alla testa e al cuore delle persone. Naturalmente una condizione fondamentale è la trasparenza che deve essere un obiettivo a cui tutte le organizzazioni devono tendere nella gestione del rapporto con gli stakeholder – afferma Rossella Sobrero, del Gruppo Promotore del Salone – Anche quest’anno il programma culturale offre molte occasioni per un confronto stimolante che ci auguriamo possa contribuire a far conoscere strategie e progetti delle organizzazioni responsabili”.

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