Da oggi, Festa della donna, Lavazza lancia sul proprio canale Instagram Change for Better, un reportage internazionale che attraverso l’arte del pittore Saddo proporrà i ritratti di sette donne impegnate nel costruire un futuro migliore, grazie al loro coraggio e al coinvolgimento in progetti di sviluppo sostenibile promossi dalla Fondazione Lavazza.

Sette storie di emancipazione femminile, diverse una dall’altra, ma in grado di ispirare le donne di ogni parte del mondo attraverso il linguaggio universale dell’arte, nella tensione verso l’indipendenza e l’uguaglianza di genere. Ambrosía in Repubblica Dominicana, Carmen in Colombia, Doña Rina in Honduras, Isabel in Guatemala, Nadia in Perù, Pinki, in India, Sheila in Uganda: tutte hanno dato una svolta alla loro vita, ma anche un importante contribuito alla comunità in cui vivono, mostrando come empowerment femminile e sviluppo sostenibile possano creare valore condiviso all’interno delle collettività.

Il mondo della coltivazione del caffè, da cui provengono le sette protagoniste, è fatto da 12,5 milioni di produttori organizzati in imprese familiari, ma il contributo femminile è spesso sottovalutato o negato, nonostante le donne giochino un ruolo cruciale nel tenere insieme le comunità e nel gestire le risorse naturali: fino al 70% del lavoro di raccolta dei chicchi è svolto da donne, ma solo il 20% di esse è proprietaria della terra su cui lavora.

Lavazza crede fortemente che la promozione delle pari opportunità sia un motore di cambiamento in grado di accelerare il percorso verso lo sviluppo sostenibile e la crescita economica responsabile, in tutto il mondo, non solo nei paesi produttori di caffè. In quest’ottica, per il Gruppo Lavazza il Goal 5 – Gender Equality è uno dei quattro obiettivi di sviluppo sostenibile prioritari, pilastro per le persone e il business dell’azienda, ed ecco perché la promozione dei diritti delle donne è al centro di molti dei progetti sviluppati dalla nostra Fondazione” dichiara Mario Cerutti,Chief Institutional Relations & Sustainability Officer del Gruppo Lavazza.

La Fondazione Lavazza, nata nel 2004, gestisce attualmente 24 progetti in 18 paesi per oltre 97.000 beneficiari. È impegnata nell’empowerment delle donne attraverso obiettivi trasversali, dalla promozione di pratiche agricole sostenibili alla lotta ai cambiamenti climatici, con un’attenzione particolare ai progetti di formazione professionale e imprenditoriale, nonché a percorsi formativi volti a conquistare quella fiducia in se stesse che spesso costituisce il primo passo verso l’indipendenza.

Dall’8 marzo all’inizio di aprile Change for Better sarà online sul canale IG lavazzaofficial con il racconto delle sette storie in immagini e contenuti audio.

I ritratti sono stati dipinti a mano dall’artista di origini rumene Saddo, con colori acrilici su carta, con l’obiettivo di mettere in luce la bellezza e la forza di ogni personalità e di suggerire le loro storie, attraverso dettagli evocativi e simboli inseriti nella cornice attorno al ritratto, come elementi della flora e della fauna locale o provenienti dall’arte decorativa dei rispettivi paesi di provenienza, ma anche accenni di icone ortodosse ed elementi folk. Basato a Bucarest, Saddo dipinge illustrazioni, opere su tela e grandi murales in tutto il mondo; ha preso parte numerose mostre collettive internazionali e ha tenuto tre personali a Viana do Castelo (Portogallo), Berlino (Germania) e Bucarest (Romania).

Lavazza crede in un’idea di “arte positiva e sostenibile”, ossia un’arte responsabile, ma in grado di ispirare e sensibilizzare le persone a cui si rivolge: una concezione di arte che riconosce l’importanza della conoscenza e della consapevolezza nell’attivare un cambiamento positivo, il “Change for Better” evocato nel nome del reportage.

Tra le sette storie ne spiccano tre in particolare in tre continenti diversi.

La giovane Pinki, in India, ha dovuto rinunciare presto allo studio per poter aiutare economicamente la sua famiglia con piccoli lavoretti, ma non ha avuto esitazioni, nonostante il parere negativo dei fratelli, quando ha avuto la possibilità di iscriversi al corso di formazione organizzato a Calcutta da Lavazza con Save the Children, partner dell’azienda da oltre vent’anni: oggi, insieme ad altri 45 giovani che vivevano in situazioni di difficoltà, può svolgere il lavoro di barista con una certificazione professionale. Questo risultato è stato ottenuto attraverso il progetto “A Cup of Learning”, un programma di formazione internazionale del Gruppo Lavazza, realizzato attraverso la partecipazione diretta degli esperti dell’Azienda che mettono a disposizione il loro know-how, il loro tempo e le loro energie andando a formare i ragazzi in prima persona, in questo caso in una delle zone più svantaggiate al mondo.

Pinki ha partecipato alla prima edizione di “A cup of learning”, svoltosi in India nel 2017, che da quell’anno si è esteso a livello globale con un ampio numero di corsi di formazione a beneficio di un totale di oltre 120 persone in altri otto Paesi, oltre all’India: Italia, Brasile, Repubblica Dominicana, Haiti, Cuba, Ecuador, Albania e Regno Unito.

Dopo quasi 10 anni come direttrice nazionale di Sawa World, Sheila non solo è esperta nell’aiutare i giovani nel suo paese, l’Uganda, ma è diventata un’ispirazione per molte giovani donne ugandesi. L’Ujana Coffee Project sostenuto dalla Fondazione Lavazza è un progetto che nel solo 2020 ha favorito l’imprenditorialità di oltre 300 giovani, aiutandoli a strutturare le loro idee di business legate alla coltivazione locale del caffè in altrettante micro-imprese, e a diffonderle per via digitale per ispirare oltre 4.000 ragazzi e ragazze: hanno così contribuito alle entrate economiche delle loro famiglie, messe a dura prova dall’impatto dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Sheila ha innescato un significativo cambiamento nelle aree rurali del l’Uganda, evidenziando il grande valore che la formazione e le tecnologie possono avere.

A San Lucas, in Guatemala, con i suoi 55 anni Isabel è una delle donne più mature della comunità indigene di etnia Maya Poq’omchi ’ oggi costituita in prevalenza di donne, a causa di 36 anni di guerra civile e della pulizia etnica che hanno decimato la popolazione e impoverito l’area. Il progetto di formazione alle buone pratiche agricole “Coffee to be Reborn” supportato dalla Fondazione Lavazza con l’ONG Verdad y Vida, dal 2016 ha creato le condizioni affinché un gruppo di donne coraggiose e piene di risorse potesse riavviare le imprese famigliari di coltivazione del caffè: oggi, 140 donne come Isabel non solo hanno ripreso una produzione di caffè di qualità, ma sono riuscite a fare enormi passi avanti nella sua commercializzazione mettendolo sul mercato in forma collettiva, con un impatto positivo sulla loro vita e quella di un’intera comunità fatta di oltre 1.000 persone.