“Coltivare è un atto ambientale, dato che è molto rilevante per la sostenibilità dei territori, della loro popolazione, della loro biodiversità”.Con queste parole Andrea Rigoni ha dato il via al suo intervento al Forum “Agroecologia Circolare” organizzato da Legambiente per un piano di rilancio del made in Italy di qualità.

Il 12 novembre, nel talk, trasmesso in diretta streaming per l’adeguamento alle restrizioni dovute all’epidemia del Covid-19, si è parlato di Agricoltura, di Ambiente, di Biodiversità, di Biologico: “Dal campo alla tavola, coltivare biodiversità e innovazione per far crescere il Green Deal europeo”.

Un appuntamento con un obiettivo che non può più aspettare di essere raggiunto, quello di cambiare in meglio l’attuale modello agricolo guardando alla sostenibilità ambientale delle filiere, all’utilizzo delle rinnovabili (dal solare termico al fotovoltaico fino alla produzione di biogas metano), alla lotta agli sprechi idrici ed energetici.

Una cultura ambientale che, da sempre, l’Azienda veneta Rigoni di Asiago mette in campo nella sua produzione di prodotti di eccellenza quali Fiordifrutta, Mielbio, Nocciolata e Tantifrutti.

La qualità, per Rigoni di Asiago, è più di una filosofia e la scelta del bio, avvenuta nel 1992, ha segnato per l’azienda uno dei cambiamenti più importanti, diventando, insieme all’attaccamento al territorio d’origine, una mission che l’ha portata a diventare leader a livello mondiale. Infatti, scegliere l’agricoltura biologica ha significato entrare in un cammino globale di sviluppo, riducendo l’impatto produttivo sul territorio, diminuendo altresì il consumo di combustibili fossili e l’emissione di gas effetto serra oltre allo sfruttamento del suolo e dell’acqua.

Lo stabilimento di Foza, situato nell’Altopiano d’Asiago dove ha sede l’azienda, dispone di un sistema di cogenerazione che produce acqua calda ed energia elettrica partendo dal metano, consentendo un notevole risparmio energetico. Inoltre, sia sullo stabilimento di Foza, sia negli uffici di Asiago, sia sulla sede logistica veronese, sono stati installati pannelli fotovoltaici.

Un’azienda, quella di Rigoni di Asiago, non solo sempre al passo con i tempi ma anche da sempre una “ambasciatrice del territorio” che produce nel rispetto del patrimonio ambientale.

“Secondo me, ha dichiarato al Forum Andrea Rigoni, è importante non occuparsi solamente del pezzo di terreno in cui si coltiva ma di tutto il territorio che lo comprende partendo dal basso. Io sono stato promotore di un sistema che, secondo me, funziona molto bene, che è quello del “biodistretto”. Un’area in cui tutta la popolazione decide di dare valore all’agricoltura biologica, che è una vera e propria filiera, partendo dalla coltivazione agricola, per poi giungere ai vari sistemi di consumo sostenibile”

E ancora:

“Bisogna far capire al consumatore che è lui il vero protagonista e che le scelte quotidiane che fa sono l’unica cosa che può far davvero la rivoluzione, non la possiamo fare solo noi, chiusi nei nostri uffici decisionali”.

Trasformarel’agricoltura è una necessità ormai improrogabile per affrontare la crisi ambientale in atto e questo, Rigoni di Asiago, lo sta facendo con grande senso di responsabilità, professionalità e rispetto.