Le motivazioni della spesa alimentare online sono innanzitutto, la possibilità di acquistare 24 ore su 24 (indicato dal 27% di chi acquista food tramite Internet); il 18% preferisce il canale virtuale per evitare code e scegliere con più calma i prodotti da mettere nel carrello e il 17% non vuole rinunciare alla comodità di non doversi spostare da casa. E’ quanto emerge dall’Osservatorio ‘The World after Lockdown’ curato da Nomisma e Crif.

Se la maggior parte della spesa alimentare avviene sui siti delle insegne della grande distribuzione (canale utilizzato dal 73% di chi compra alimenti sui canali virtuali), molti italiani, spinti dalla difficoltà nel trovare slot di consegna disponibili o dalla mancata copertura del servizio nella propria città, sperimentano anche altri canali online come i pure players (32% chi acquista alimentari online), i siti/app di vendita online specializzati in food & beverage (ad es. Cortilia, Local To You, Nespresso, Tannico…), testati almeno una volta dal 13% di chi ha fatto la spesa digital.

Una volta effettuato l’ordine online, la maggior parte degli user sceglie la consegna dell’acquisto direttamente a domicilio (modalità preferita dal 78%), il 16% propende per il click & collect con il ritiro presso il punto vendita. La multicanalità da lockdown ha fatto esplodere anche l’utilizzo dei locker, tanto che oggi è il 6% dei food shopper online a scegliere di farsi recapitare la spesa fatta online presso gli armadietti self-service più vicini, così da sfruttare per il ritiro il momento più comodo della giornata.

La pandemia ha spinto gli acquisti online degli italiani e il 24% degli italiani ha aumentato quella per i beni non alimentari. Inoltre, nel 2020, il 37% dei food shopper online ha aumentato la spesa destinata ai prodotti alimentari sui canali online. Sono i risultati (alcuni dei quali già anticipati nell’ambito del Rapporto Coop 2020) emersi dall’Osservatorio “The World after Lockdown” curato da Nomisma e Crif, che ormai da oltre sette mesi analizza in maniera continuativa l’impatto della pandemia Covid-19 sulle vite dei cittadini.

La nuova ‘smart attitude’ ha influenzato le abitudini di acquisto dei consumatori dando una forte accelerata al trend dell’e-commerce: complessivamente, considerando tutti i beni di largo consumo, l’abbigliamento, l’elettronica e tutti gli altri beni semi-durevoli (elettrodomestici grandi e piccoli, elettronica di consumo, giocattoli, casalinghi, mobili e arredo, brico, etc…), il 70% degli italiani tra 18 e 65 anni ha effettuato almeno un acquisto online nell’ultimo anno.

Considerando i soli prodotti del Largo Consumo Confezionato (alimentari, bevande, prodotti per la cura della casa e l’igiene della persona, pet care, …) acquistati su tutti i canali digitali, gli acquirenti online sono oggi oltre 19 milioni.
Spinti dall’accelerazione digitale indotta dalle “esigenze da Lockdown”, gli italiani non rinunciano alla spesa digitale. Anche dopo l’allentamento delle misure restrittive, il 37% dei food shopper online ha infatti registrato un aumento del ricorso al canale digitale per gli acquisti di prodotti alimentari e bevande rispetto al 2019. È inoltre significativa la crescita potenziale associata ai consumatori che oggi sono ancora legati al solo canale fisico (il 29% si dice interessato a sperimentare il carrello digitale in futuro)

Ma cosa c’è nel carrello digitale? Per il 67% prodotti alimentari e bevande (incidenza a valore su totale carrello online) e per il 33% di beni non food. In particolare, il peso del comparto cura persona e cura casa sul totale delle vendite nell’online è rispettivamente del 17% e del 9%, mentre l’incidenza del pet care è pari al 7% (Fonte: Rapporto Coop 2020).

Fonte Adnkronos