Lo scorso 27 aprile la food blogger cinese Li Ziqi ha visto i suoi follower su YouTube superare i 10 milioni dopo aver pubblicato un breve video sulla coltivazione e la cottura dei piselli. Questo pone Li, diventata celebre con video brevi che mostrano il suo stile di vita tradizionale e idilliaco nella campagna cinese, tra i creatori di contenuti in lingua cinese più popolari della piattaforma.

«È davvero sorprendente. Non mi aspettavo una risposta così ampia», ha affermato Li in un’intervista a Xinhua, notando di essere rimasta sorpresa da come gli utenti stranieri abbiano apprezzato i suoi lavori. «Quello che vi presento è solo uno stile di vita che ho seguito e apprezzato a lungo – ha proseguito -. Forse è anche quello che molte altre persone apprezzano».

I video di Li su YouTube parlano della sua vita con la nonna nelle zone rurali della provincia del Sichuan. Nei video, Li, spesso vestita con graziosi abiti tradizionali, si alza all’alba, va a dormire al tramonto, pianta semi e raccoglie fiori, cucina piatti cinesi e realizza arredamenti di bambù. A differenza di molti altri food blogger, i video di Li mettono in scena la campagna della Cina e iniziano con il modo in cui gli alimenti vengono piantati e raccolti nella fattoria.
Nei filmati, Li parla raramente. I seguaci di Li all’estero hanno lodato i suoi video per aver mostrato il lato incredibilmente pittoresco, semplice ed elegante della vita rurale cinese, ma in patria si è discusso a lungo se la sua rappresentazione sia irrealisticamente poetica.

In risposta, Li ha ammesso che «ci sono elementi difficili della vita rurale, naturalmente, ma non li ho messi nei miei video. La maggior parte delle persone oggi si trovano ad affrontare un enorme stress nel lavoro e nella vita, quindi spero che possano sollevarsi e sentirsi meglio guardando i miei video», ha aggiunto. Li ha asserito a Xinhua che di solito conduce una vita tranquilla con la nonna, ma che durante l’epidemia di Covid -19 non è stato così, perché si è occupata di organizzare le forniture mediche per sostenere i piccoli ospedali in zone remote. (Fonte Giornaledibrescia)