Un buon piatto di pasta non tramonterà mai, neanche guardando a scenari futuri e futuribili. Si continuerà a mangiare anche se in modo più consapevole, sostenibile e, in un’ottica di globalizzazione, con tante contaminazioni derivanti da cibi di altre culture gastronomiche. A delineare le principali tendenze che caratterizzeranno il futuro della pasta, da qui al 2050, è Unione Italiana Food in vista della 21esima edizione del World Pasta Day 2019 che si svolgerà il prossimo 25 ottobre. In 10 anni il consumo è quasi raddoppiato, da 9 a circa 15 milioni di tonnellate annue e l’Italia resta il punto di riferimento per questo alimento.

I pastai si sono interrogati sul futuro della pasta, invitando un panel di esperti (professori universitari, esperti in sostenibilità, giornalisti, medici nutrizionisti, pastai, designer, chef, food blogger, esperti di scenari futuri dell’alimentazione), guidato dal Carlo Alberto Pratesi, docente di Marketing Innovazione e Sostenibilità all’Università Roma Tre, ad un pasta summit per tracciare le 6 tendenze che caratterizzeranno la pasta da qui al 2050:pasta classica, etica, globale, diversa, semplice, consapevole.

La prima tendenza che emerge è “Io mangio classico”, ovvero la pasta al pomodoro, portabandiera della dieta mediterranea nel mondo. Quasi tutti gli esperti sono concordi. Nell’arco dei prossimi 30 anni lo scenario alimentare non cambierà così velocemente da spazzare via tutto quello che c’è sostituendolo, con qualcosa di totalmente nuovo.

La pasta così come la conosciamo oggi, con le sue ricette apprezzate in tutto il mondo, continuerà a essere un ‘classico’. La pasta di semola di grano duro avrà un ruolo importante nell’alimentazione del pianeta, portando avanti la bandiera della tradizione e della dieta mediterranea.

La seconda tendenza, “Io mangio etico” ha come slogan ‘pasta, verdure e sostenibilità’. Il futuro sarà sempre più dominato da un interesse per le diete a base vegetale. E la pasta verrà certamente “contaminata” da questa tendenza. Le ragioni di questa evoluzione sono legate certamente al crescente desiderio di stare bene e pensare di più alla nostra salute, ma fanno riferimento anche all’approccio più responsabile delle giovani generazioni che mettono la sostenibilità in testa alle loro scelte di vita.

La terza tendenza viene identificata con la frase “Io mangio globale”, e quindi “pasta fusion: un mondo di contaminazioni”. La pasta, rimanendo sé stessa, dovrà però essere aperta alle contaminazioni. Non solo quando esplorerà nuovi paesi e si presenterà a nuove culture gastronomiche, ma dovrà iniziare, presto, a farlo anche ‘in casa’. Qui in Italia. Sono sempre di più – circa il 56% – gli italiani che si aprono ai cibi etnici, perché curiosi di sperimentare sapori e culture differenti. Mentre il 49% dei nostri connazionali pensa che alcune cucine etniche rappresentino una valida alternativa a quella italiana.

La quarta tendenza individuata da Unione Italiana Food è “Io mangio diverso: pasta con ingredienti tutti da scoprire”. L’innovazione è da tempo uno dei driver dell’industria della pasta italiana e ogni anno i pastai italiani investono in innovazione, ricerca e sviluppo circa 500 milioni di euro, pari al 10% del fatturato del settore. E così dopo la pasta integrale, quella con semole di legumi (piselli, fave, ceci), al farro, al kamut il futuro potrebbe riservarci ancora dell’altro. E c’è chi comincia a proporre tagliatelle alla spirulina (un’alga) o pennette agli insetti o anche megafrutti, alghe, microproteine, meduse. E un altro dei trend
innovativi del futuro, è la pasta 3D.

E poi si propone la quinta tendenza esemplificata dalla frase “Io mangio semplice: all’insegna del ‘less is more’. Semplicità farà anche rima, sempre di più con qualità. L’imperativo sarà lavorare il meno possibile una materia prima di altissima qualità e accompagnare la pasta che se ne ricava con il miglior pomodoro, il miglior olio extravergine d’oliva, le migliori verdure, i migliori formaggi.

Infine la sesta tendenza, “Io mangio consapevole”. Il futuro della pasta passa anche attraverso la corretta informazione. Oggi infatti viviamo schiacciati tra due tendenze, incoerenti fra loro ma altrettanto forti e radicate. Che si estremizzeranno (ancora di più) in futuro. Da una parte c’è il legittimo desiderio, da parte dei consumatori, di cercare e ricevere informazioni da chi produce gli alimenti e di scegliere sulla base di una migliore conoscenza del prodotto. Dall’altra però esiste un flusso continuo e incontrollato di fake news che confondono il consumatore, dicendo che un alimento fa bene o fa male sulla base di informazioni grossolane, spesso ideologiche, non di valore scientifico.

Unione Italiana Food invita gli chef che lavorano in Italia e all’estero a raccontare in un piatto la passione tutta italiana per la pasta. I cuochi potranno esprimere la loro creatività con un piatto di pasta ispirato al tema di questa edizione, #pasta2050, che verrà proposto al ristorante per una settimana, dal 18al 25 ottobre.

L’invito di Unione Italiana Food e Ipo è esteso anche a blogger e pasta lover, che il 25 ottobre animeranno una ”spaghettata virtuale” con gli hashtag #pasta2050 e #WorldPastaDay. Tutti potranno postare foto e video della loro idea di #pasta2050 in una giornata piena di tweet up, eventi Facebook, Instagram moment per celebrare il presente e il futuro della pasta Il ‘cuore’ della Giornata Mondiale della Pasta 2019 sarà la piattaforma digitale “Al Dente” http://aldente.worldpastaday.org), che fin dal nome racconta in modo immediato e evocativo la passione italiana per la cottura perfetta per antonomasia e l’eccellenza di una storia centenaria nell’arte della pasta. Chef e ristoranti potranno iscriversi alla kermesse fino al 30 settembre e scaricare il kit con tutti i materiali utili, incluse le 6 tendenze della #pasta2050 che saranno il tema del World Pasta Day 2019. Mentre gli appassionati desiderosi di sperimentare una interpretazione d’autore del piatto, potranno consultare sul sito la lista dei ristoranti che aderiranno all’iniziativa. (AdnKronos)

#pasta2050