Mer. Ott 21st, 2026

Olio extravergine, Carapelli punta sulla selezione delle olive per garantire qualità e gusto nella nuova campagna

La campagna olearia 2026-2027 si prepara ad affrontare una stagione caratterizzata da raccolti diversi da una regione all’altra e dagli effetti del clima sulle olive. Per Carapelli Firenze, la risposta è puntare sulla selezione delle migliori produzioni, adattando gli acquisti alle condizioni dei territori per garantire ai consumatori un olio extravergine di qualità e dal gusto equilibrato.

Secondo le stime di settore, la produzione italiana dovrebbe attestarsi intorno alle 250.000 tonnellate. Un ridimensionamento legato all’alternanza produttiva degli ulivi e alla carenza d’acqua in importanti aree del Sud, tra cui Puglia, Calabria e Sicilia.

In questo scenario, la sfida per l’azienda fiorentina non riguarda soltanto la disponibilità di olive, ma anche la capacità di scegliere le materie prime migliori e mantenere le caratteristiche di gusto che i consumatori si aspettano.

La strategia di Carapelli: scegliere le produzioni migliori

Di fronte a condizioni climatiche sempre più variabili, Carapelli punta sulla flessibilità della filiera, sulla conoscenza delle diverse varietà di olive e sull’ascolto delle preferenze dei consumatori. L’obiettivo è offrire un olio extravergine capace di garantire stabilità, armonia e un’esperienza di gusto costante.

Grazie alla rete di relazioni con i territori e alla conoscenza delle diverse produzioni olivicole, l’azienda può adattare rapidamente le strategie di acquisto, selezionando le partite che rispettano i più elevati standard qualitativi e spostando l’attenzione da un’area produttiva all’altra in base alle condizioni della stagione.

Anna Cane
Anna Cane

“Di fronte a una geografia produttiva in costante mutamento, la reattività è il vero punto di forza di Carapelli: siamo leader nella selezione e nell’imbottigliamento, abbiamo la capacità strutturale e l’esperienza per intercettare le produzioni migliori. Adattando con tempestività i criteri di approvvigionamento e valorizzando la sinergia tra cultivar differenti, trasformiamo la variabilità geografica in una garanzia di qualità per il consumatore”, dichiara Anna Cane, Scientific & Public Affairs Director di Carapelli Firenze.

La collaborazione lungo tutta la filiera resta però fondamentale. “La prontezza dei singoli da sola non basta: per superare una crisi olivicola della portata di quella attuale serve una forte cooperazione tra agricoltura, frantoi e industria. Solo facendo squadra potremo tutelare il valore non solo dell’extravergine, ma salvaguardare l’intero comparto”, aggiunge Cane.

Come il clima influenza il gusto dell’olio

Le condizioni meteorologiche dell’estate 2026 hanno avuto effetti contrastanti sulla nuova campagna. Le temperature elevate hanno limitato la diffusione della mosca olearia in tutta Italia, con soltanto rare presenze circoscritte nell’ultima parte del periodo. La sostanziale assenza del parassita favorisce la raccolta di olive integre e sane, una condizione importante per ottenere oli con bassi livelli di acidità e perossidi.

La prolungata mancanza di piogge, invece, sta influenzando lo sviluppo dei frutti e il loro profilo fenolico, con possibili conseguenze sulle caratteristiche sensoriali dell’olio. Lo stress idrico può infatti portare, in alcune produzioni locali, a profili gustativi meno equilibrati, con note amare e legnose.

Per preservare freschezza, caratteristiche organolettiche e proprietà bioattive, diventa quindi importante seguire la maturazione delle olive settimana dopo settimana, senza affidarsi soltanto alle consuete date di raccolta. Il monitoraggio costante consente di valutare quando intervenire e di applicare criteri di selezione rigorosi.

Il blending per mantenere un gusto riconoscibile

Un ruolo importante è affidato anche al gruppo di assaggiatori ed esperti di blending di Carapelli, chiamati a interpretare le differenze tra le produzioni senza modificare il profilo sensoriale che i consumatori riconoscono nel marchio.

Anche quando le olive sono sane, infatti, gli oli ottenuti possono presentare caratteristiche organolettiche molto diverse a seconda della zona di provenienza e della varietà. Attraverso il blending, gli esperti selezionano e combinano le migliori caratteristiche territoriali e varietali per ottenere un risultato armonioso e mantenere una continuità di gusto destinata ai consumatori italiani e internazionali.

Spagna in ripresa, cresce la produzione in Turchia e Grecia

Le differenze tra le aree produttive non riguardano soltanto l’Italia. Anche nel resto del Mediterraneo la campagna olearia 2026-2027 presenta situazioni molto diverse, rendendo ancora più importante la capacità di adattare gli approvvigionamenti.

Ecco le principali previsioni per i Paesi produttori:

1. Spagna: la produzione è attesa intorno a 1,6 milioni di tonnellate, in crescita del 23%, grazie anche alle piogge in Andalusia.

2. Turchia: si prevede un importante recupero, con una produzione vicina alle 400.000 tonnellate. Il Paese torna così a rappresentare un bacino significativo sia per i volumi sia per la qualità.

3. Grecia: la produzione prevista è di circa 280.000 tonnellate, con un profilo aromatico atteso di ottimo livello.

4. Tunisia: dopo i risultati record della scorsa annata, con 300.000 tonnellate, il Paese si prepara a una contrazione produttiva legata all’alternanza biologica degli ulivi e al clima secco.

In un mercato caratterizzato da andamenti produttivi sempre più diversi, la capacità di selezionare le olive, adattare i tempi di raccolta e combinare le migliori produzioni diventa quindi una leva fondamentale per garantire continuità e qualità all’olio extravergine destinato ai consumatori.

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