La lingua italiana continua a conquistare il globo, e a trionfare nella classifica delle parole più diffuse all’estero è proprio il settore enogastronomico. A rivelarlo è il progetto Onde – Parole italiane in viaggio, promosso dalla Fondazione Treccani Cultura in accordo con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale in occasione della Settimana della Lingua Italiana nel mondo. Dalla pizza al caffè, le nostre eccellenze culinarie guidano una speciale top ten che unisce tradizioni, storia e curiosità.
Il podio tra pizza, espresso e moka
Al primo posto assoluto della classifica c’è pizzaiuolo, definito come l’artigiano che prepara la celebre pietanza napoletana seguendo gesti tramandati e codificati. Un riconoscimento suggellato anche dall’UNESCO, che nel 2017 ha inserito l’arte dei pizzaiuoli napoletani nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Subito dopo, sul podio, troviamo due simboli intramontabili della pausa caffè: espresso e moka. Il primo, già in uso a Napoli nel 1912, indica il caffè preparato al momento facendo passare acqua calda sotto pressione attraverso la polvere macinata. La moka, invece, è la classica caffettiera a pressione dalla forma ottagonale ideata da Alfonso Bialetti nel 1933, il cui nome rende omaggio a Mokha, il porto yemenita da cui partivano i carichi di caffè.
Dalla genialità torinese ai jeans di Genova
La tradizione del cibo e dei sapori continua in quarta posizione con il tramezzino, il tipico panino triangolare di pane morbido senza crosta con farcitura. Nato nel 1925 al Caffè Mulassano di Torino grazie all’intuizione di Angela Demichelis, il nome fu tradizionalmente attribuito a Gabriele d’Annunzio e deriva da tramezzo, evocando sia lo spuntino consumato tra un pasto e l’altro sia la farcitura racchiusa tra le fette di pane.
Sorpresa al quinto posto per i jeans, un termine che pochi riconducono alle nostre origini ma che deriva direttamente da Gênes, il nome francese di Genova. Da quel porto partiva infatti un robusto tessuto di cotone utilizzato già nel 1860 per i pantaloni indossati da Garibaldi e dai Mille, antenati dei celebri blue jeans.
Carpaccio, corsivi e grandi voci tra le eccellenze globali
La classifica prosegue con altri termini che raccontano l’ingegno italiano nel mondo. Tra il sesto e il decimo posto figurano il carpaccio – nato negli anni Sessanta all’Harry’s Bar di Venezia da un’idea di Giuseppe Cipriani e battezzato così in omaggio al pittore Vittore Carpaccio –, l’italic (il carattere tipografico corsivo sviluppato da Aldo Manuzio), lo stucco legato agli antichi artigiani dei laghi lombardi e del Canton Ticino, e infine soprano e falsetto, icone della tradizione musicale e operistica italiana.
La top 10 degli italianismi più diffusi nel mondo
- Pizzaiuolo – L’artigiano della pizza napoletana, riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità.
- Espresso – Il caffè preparato al momento sotto pressione, simbolo per eccellenza dell’Italia.
- Moka – La storica caffettiera ottagonale creata da Alfonso Bialetti nel 1933.
- Tramezzino – Il panino triangolare soffice nato nel 1925 al Caffè Mulassano di Torino.
- Jeans – Termine legato all’espressione bleu de Gênes, cioè blu di Genova, dove si produceva la tela usata anche dai Mille di Garibaldi.
- Carpaccio – Le sottilissime fettine di carne cruda create da Giuseppe Cipriani all’Harry’s Bar di Venezia negli anni Sessanta.
- Italic – Il classico carattere tipografico corsivo, ideato a Venezia da Aldo Manuzio intorno al 1501.
- Stucco – L’impasto di gesso e marmo diffuso in Europa grazie ai maestri artigiani lombardi e ticinesi dal Cinquecento.
- Soprano – La voce e il registro musicale più acuto, famoso nel mondo grazie al successo dell’opera lirica.
- Falsetto – La tecnica vocale acuta utilizzata fin dal Cinquecento nella musica d’opera e sacra.
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