Mer. Ott 21st, 2026

Gli italiani dai ristoranti si aspetta offerte più sane e attenzione allo spreco alimentare

Il Barometro FOOD 2026 di Edenred rivela che il 78% degli italiani si aspetta dai ristoranti un’offerta più sana e l’83% è preoccupato per lo spreco alimentare. Intanto, l’aumento dei prezzi spinge a ridurre i pranzi fuori casa e rafforza il ruolo del buono pasto nel sostenere il potere d’acquisto.

Salute, sostenibilità e qualità sono sempre più importanti nelle scelte alimentari degli italiani. Il 78% si aspetta dai ristoranti un’offerta più sana, mentre l’85% ritiene importante che la propria azienda promuova un’alimentazione equilibrata e sostenibile. Cresce anche l’attenzione allo spreco alimentare: l’83% degli intervistati si dichiara preoccupato e l’81% vorrebbe sapere quali ristoranti si impegnano concretamente per ridurlo.

È quanto emerge dal Barometro FOOD 2026 di Edenred, l’indagine annuale sulle abitudini alimentari e sulla pausa pranzo che ha coinvolto 55.468 lavoratori in 21 Paesi, di cui 3.186 in Italia.

Gli italiani vogliono mangiare meglio e sprecare meno

L’attenzione verso un’alimentazione più sana e sostenibile si traduce in aspettative precise nei confronti di ristoranti e aziende. Il 78% degli italiani si aspetta dai locali un’offerta più sana, contro una media globale del 76%. Per l’85%, inoltre, è importante che la propria azienda promuova un’alimentazione equilibrata e sostenibile. Il benessere a tavola viene quindi considerato sempre più parte integrante anche dell’esperienza lavorativa.

La sensibilità verso lo spreco alimentare è ancora più marcata. L’83% degli italiani intervistati si dichiara preoccupato, rispetto al 74% della media internazionale. L’81% vorrebbe inoltre conoscere i ristoranti che adottano iniziative per ridurre gli sprechi: una percentuale superiore di 11 punti rispetto alla media globale del 70%.

Con i prezzi in aumento, si risparmia anche sui pranzi fuori casa

Mangiare bene resta una priorità, ma l’aumento dei prezzi rende sempre più complicate le scelte quotidiane. Il cibo è infatti la spesa sulla quale i lavoratori sono meno disposti a risparmiare: soltanto il 21% ridurrebbe il budget destinato all’alimentazione, contro il 73% che taglierebbe le spese per l’abbigliamento e il 72% quelle per la tecnologia.

Il peso della spesa alimentare sul bilancio familiare è significativo. Per il 71% degli intervistati rappresenta oltre il 20% del budget mensile, mentre per il 43% supera addirittura il 30%.

Il caro prezzi sta cambiando anche le abitudini della pausa pranzo. Nell’ultimo anno, l’82% dei lavoratori italiani ha ridotto la frequenza dei pranzi fuori casa.

Il quadro che emerge è chiaro: gli italiani continuano a dare grande importanza alla qualità del cibo, ma sono costretti a selezionare con maggiore attenzione le occasioni in cui mangiare fuori.

Il buono pasto aiuta a sostenere la spesa alimentare

In questo contesto, il buono pasto si conferma un aiuto concreto per il budget destinato al cibo. Per il 91% degli intervistati aumenta le risorse disponibili per l’alimentazione, contro una media globale dell’80% e l’87% registrato nel 2025.

L’importanza di questo strumento emerge anche dal fatto che l’83% degli italiani dichiara che, senza il buono pasto, perderebbe potere d’acquisto. Una percentuale identica a quella rilevata un anno fa.

Anche il valore del buono può fare la differenza nella qualità dei pasti. Se il suo importo raddoppiasse, l’82% degli italiani afferma che migliorerebbe la qualità della propria alimentazione. Nel 2025 la percentuale era del 77%, mentre la media globale del 2026 si attesta al 73%.

Il buono pasto incide anche sulla possibilità di continuare a pranzare al ristorante. Senza questo sostegno, il 49% dei lavoratori ridurrebbe ulteriormente la frequenza dei pasti fuori casa, rispetto al 43% del 2025.

Per il 70% degli intervistati, inoltre, la possibilità di utilizzare i buoni pasto è un elemento che influenza la scelta del locale in cui pranzare, una quota stabile rispetto all’anno precedente.

Quando si tratta di scegliere un ristorante, restano determinanti soprattutto il rapporto qualità-prezzo, indicato dall’86% degli intervistati, e la qualità del cibo, considerata importante dall’81%.

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