Mar. Ott 6th, 2026

Istituto Tutela Grappa del Trentino: “Ora parliamo al consumatore, non solo alla tradizione”

La Grappa IG non deve cambiare identità per conquistare nuovi consumatori, ma deve imparare a raccontarsi meglio. È il messaggio lanciato dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino agli Stati Generali della Grappa, che si sono svolti a Roma il 15 settembre nell’ambito del Roma Bar Show, dove il comparto si è confrontato sul futuro del distillato italiano.

Dal Trentino arriva una direzione precisa: spostare il baricentro della comunicazione dalla sola tradizione al valore percepito dal consumatore. Non basta più spiegare che cos’è la Grappa o da dove nasce. Occorre raccontare perché può competere, a pieno titolo, con i grandi distillati internazionali per complessità, autenticità, legame con la materia prima e capacità di esprimere un territorio.

“Dobbiamo partire dal consumatore”

«Per troppo tempo abbiamo comunicato la Grappa partendo dalla Grappa stessa: dalla tradizione, dalla normativa, dalle vinacce, dalle distillerie – afferma Alessandro Marzadro, Presidente dell’Istituto Tutela Grappa del Trentino – sono elementi fondamentali, ma oggi dobbiamo avere il coraggio di partire dal consumatore e dai valori che cerca nei grandi distillati: complessità, autenticità, unicità ed esperienza».

L’obiettivo è quindi ampliare il pubblico di riferimento e intercettare una platea di appassionati più ampia, composta anche da consumatori curiosi e attenti alla qualità, abituati a scegliere altri distillati per il racconto e l’esperienza che sono in grado di offrire.

In questo scenario la Grappa può affrontare una nuova fase, a condizione di presentarsi non come un prodotto legato al passato, ma come un distillato contemporaneo, riconoscibile e profondamente italiano.

«La Grappa non deve diventare altro da sé per essere contemporanea – sottolinea Marzadro – deve raccontare con più forza ciò che è già: un distillato autentico, legato alla materia prima, al territorio e alla cultura produttiva italiana e il nostro compito è renderla più comprensibile e più desiderabile».

Il prodotto tra qualità, piacevolezza e innovazione

Accanto al tema della comunicazione c’è quello del prodotto. La direttrice indicata dall’Istituto non è l’omologazione ai gusti internazionali, ma una maggiore piacevolezza di consumo, attraverso equilibrio, accessibilità, qualità sensoriale e capacità di accompagnare occasioni diverse, mantenendo carattere e identità aromatica.

Affinamenti, sperimentazioni sui legni, selezione della materia prima e valorizzazione dei vitigni e dei territori possono diventare strumenti per ampliare la ricchezza espressiva della Grappa.

Innovare, quindi, non significa snaturare il prodotto, ma renderlo più leggibile e competitivo.

«L’innovazione deve essere uno strumento di valorizzazione, non di trasformazione – aggiunge Marzadro – dobbiamo aumentare la piacevolezza senza perdere carattere, guardando anche a ciò che accade nel mondo dei grandi distillati e adattando le migliori esperienze alla nostra identità produttiva».

Investimenti e strategia comune

Il terzo elemento indicato dall’Istituto riguarda gli investimenti. Il rilancio della categoria, secondo la posizione espressa dall’Istituto Tutela Grappa del Trentino, non può basarsi su iniziative isolate o campagne occasionali.

Servono continuità, risorse e una strategia comune, costruita su obiettivi misurabili e sostenibile anche per le imprese più piccole.

«Se vogliamo che la Grappa conquisti un ruolo più forte nel mercato di domani, dobbiamo fare sistema – conclude Marzadro – serve un progetto comune, graduale ma ambizioso, la Grappa ha tutte le carte per crescere: dobbiamo investire insieme nel suo racconto, nella sua qualità e nella sua reputazione».

Da Roma parte quindi un messaggio che guarda oltre il singolo appuntamento: la Grappa IG può aprire una nuova stagione puntando sull’incontro tra identità e linguaggio contemporaneo, tradizione e piacevolezza, ambizione e lavoro di squadra. Una sfida che il Trentino intende affrontare da protagonista.

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