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Mar. Giu 9th, 2026

A Pasqua 3 italiani su 4 acquistano dolci e uova. Ok prezzo e promozioni ma la sorpresa è elemento decisivo

Pasqua

Con l’avvicinarsi della Pasqua, l’Osservatorio Shopping DoveConviene (Shopfully) ha analizzato intenzioni e comportamenti d’acquisto degli italiani, evidenziando tendenze e dinamiche che caratterizzeranno il mercato dei dolci pasquali nel 2026.

Una tradizione solida, ma con consumi più prudenti

Quasi 3 italiani su 4 (75%) dichiarano che acquisteranno dolci pasquali, confermando una tradizione ancora fortemente radicata. In Sicilia emergono differenze territoriali: Messina registra livelli di intenzione prossimi al 90%, Palermo rientra tra le province con la maggiore disponibilità alla spesa e Catania mostra segnali più marcati di prudenza rispetto al 2025.

Uova industriali in testa alle preferenze

Le uova di cioccolato industriali restano il prodotto più diffuso, soprattutto quelle con personaggi, scelte dal 54% degli intervistati. Elevato anche l’interesse verso la colomba artigianale (32%), seguita dalle colombe industriali (25%), dalle uova artigianali (34%) e dai dolci tipici locali (17%). La Pasqua rimane una festa “abbondante”: 8 italiani su 10 acquisteranno più di un uovo, orientandosi soprattutto verso quantità comprese tra 2 e 4 unità (62%). Tuttavia, quasi 1 italiano su 5 (19%) prevede di acquistare meno uova rispetto al 2025, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi.

Prezzo e promozioni come leve decisive

Il fattore economico incide in modo significativo: tra chi non acquisterà dolci pasquali (8%), oltre il 50% indica il prezzo elevato come motivo principale. I budget risultano definiti: il 32% spenderà fino a 20 euro, un altro 32% tra 21 e 40 euro e il 20% tra 41 e 60 euro. Il timing di acquisto è legato alle promozioni: il 17% compra con largo anticipo, mentre il 66% concentra gli acquisti nelle ultime due settimane. Inoltre, il 63% sceglie il giorno dell’acquisto in base alle offerte disponibili.

La sorpresa come elemento emotivo centrale

La sorpresa contenuta nell’uovo di Pasqua si conferma un driver emotivo rilevante: per il 71% degli italiani conta molto o abbastanza nella scelta del prodotto. Quasi 1 italiano su 2 (45%) dichiara di aver assistito o messo in atto almeno una volta strategie per intuire il contenuto, come scuotere, manipolare o pesare le uova, a conferma del ruolo distintivo della sorpresa nell’esperienza pasquale.

Differenze tra uomini e donne nelle scelte d’acquisto

L’analisi evidenzia differenze significative tra generi. Le donne risultano più coinvolte negli acquisti familiari e multi‑destinatario: acquistano più frequentemente uova industriali con personaggi (56% contro il 44% degli uomini) e mostrano una maggiore sensibilità al prezzo, con il 57% che indica il caro prezzi come motivo di rinuncia, rispetto al 39% degli uomini. Gli uomini mostrano invece una maggiore propensione verso prodotti percepiti come qualitativi o artigianali, con una quota più alta di acquisto di uova artigianali (32% contro 22% delle donne) e una presenza leggermente superiore nelle fasce di spesa oltre i 100 euro (6% contro 3,6%).

La GDO domina, l’online resta marginale

Il supermercato si conferma il canale privilegiato per l’acquisto dei dolci pasquali, raccogliendo l’84% delle preferenze. I canali tradizionali mantengono una presenza minoritaria, mentre l’online resta sotto il punto percentuale, confermando che la spesa pasquale rimane un acquisto prevalentemente fisico e legato ai luoghi della quotidianità.

Famiglie protagoniste e bambini decisivi nelle scelte

La scelta delle uova di Pasqua è fortemente influenzata dalle dinamiche familiari: i bambini incidono in quasi la metà degli acquisti (47%). Figli e nipoti rappresentano le prime due categorie di destinatari, con il 58% che acquista per i figli e il 52% per i nipoti. Non manca una quota di acquisti destinati a sé stessi (15%), legati a gratificazione personale o qualità percepita.

Un’Italia dalle abitudini variabili

Sul fronte territoriale emergono differenze significative. Sassari, Cagliari e Palermo registrano la più alta incidenza di consumatori con una spesa medio‑alta tra 61 e 100 euro, rispettivamente con il 18%, il 17% e il 15%. Puglia e Sicilia mostrano una forte propensione all’acquisto, con province come Foggia e Messina che raggiungono livelli prossimi al 90%. Allo stesso tempo, Terni (30%), Oristano (28%) e Catania (26%) registrano le quote più elevate di consumatori intenzionati ad acquistare meno uova rispetto al 2025. In Sardegna e Puglia resta diffuso l’acquisto multiplo, con province come Oristano (36%), Sassari (36%) e Taranto (35%) in cui oltre un terzo dei consumatori prevede di acquistare 3–4 uova, confermando una Pasqua ancora fortemente legata al regalo e alla condivisione familiare.

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