Ven. Set 25th, 2026

Le Città del Miele compiono 25 anni: 52 territori in 18 Regioni per promuovere miele, biodiversità e apicoltura

miele

La rete nata nel 2001 festeggia un quarto di secolo di attività e rilancia con nuovi progetti: dalla Scuola Apiarius con l’Università di Camerino al primo concorso europeo “Miels Alpins”, fino a un progetto dedicato alla Generazione Alpha.

Vent’anni dopo la nascita dell’associazione, Le Città del Miele riuniscono oggi 52 città e territori distribuiti in 18 Regioni italiane, con l’obiettivo di promuovere il miele italiano e valorizzare il legame tra questo prodotto, i territori, la biodiversità, la cultura e le tradizioni locali.

La rete è nata il 5 ottobre 2001 dall’iniziativa dei Sindaci di Lazise e Montalcino e celebra nel 2026 i suoi 25 anni di attività.

“Le Città del Miele rappresentano un grande valore collettivo, un lavoro unitario perseguito e mantenuto con costanza per un quarto di secolo”, commenta Jean-Claude Daudry, Sindaco di Châtillon e Presidente de Le Città del Miele. “La visione è rimasta immutata nel tempo: la qualità e la diversità dei tanti mieli italiani trovano il loro legame nei territori che li originano. Il miele non è solo un prodotto delle api, ma uno straordinario testimone del territorio e un interprete del patrimonio di biodiversità, cultura e tradizioni che caratterizza tante località italiane”.

Il modello italiano riconosciuto dalla FAO

L’esperienza de Le Città del Miele ha oltrepassato i confini nazionali. Nel 2021 la FAO, all’interno del report “Buone pratiche per un’apicoltura sostenibile”, ha citato il modello della rete, riconoscendone l’impegno collettivo a favore dell’apicoltura territoriale.

Il cuore delle attività è da sempre la promozione “a rete”, attraverso l’agenda annuale “…Andar per miele”. Il calendario raccoglie sagre, fiere, feste e mostre mercato organizzate dalle Città associate, con il coinvolgimento di apicoltori, associazioni e amministrazioni locali.

Gli appuntamenti generano oggi un investimento promozionale collettivo di circa 350 mila euro e richiamano ogni anno oltre 400 mila partecipanti. In più di vent’anni, le iniziative hanno raggiunto complessivamente oltre 8 milioni di consumatori, contribuendo anche alla nascita dell’apiturismo, nuovo modo di scoprire il mondo delle api, del miele e dei territori.

In 25 anni il miele è entrato sempre più nella vita quotidiana

Nel corso degli anni è cambiato anche il modo di percepire e consumare il miele in Italia. Dal 2001 a oggi il consumo pro capite è passato da 200 a 600 grammi.

Il miele è così progressivamente uscito dalla sola dimensione del “rimedio naturale” per conquistare un ruolo più ampio nell’alimentazione quotidiana. Parallelamente è cresciuta l’attenzione verso la sua naturalità e verso il ruolo delle api e dell’apicoltura nella tutela dell’ambiente e della biodiversità.

Dalla promozione alla formazione e all’apiturismo

Accanto alla promozione nazionale, Le Città del Miele hanno sviluppato iniziative dedicate alla qualità, alla formazione e alla valorizzazione culturale e turistica dei territori.

Tra le tappe del percorso ci sono il debutto dei mieli italiani a Vinitaly nel 2010, la nascita del Premio Nazionale “Il miele del Sindaco”, i concorsi territoriali, le attività di aggiornamento per gli apicoltori e la creazione di musei dedicati alla storia dell’apicoltura.

Nel 2023 è nata inoltre La Strada del Miele di Macerata, primo format operativo nazionale dedicato all’apiturismo, che coinvolge apicoltori, ristoratori, strutture ricettive e realtà locali.

Le nuove iniziative: dalla Scuola Apiarius a “Miels Alpins”

Il 25° anniversario rappresenta anche l’avvio di una nuova fase. Tra le iniziative previste per il 2026 e il 2027 c’è la Scuola Apiarius, nata dall’accordo con l’Università di Camerino.

Il progetto proporrà una formazione interdisciplinare rivolta agli apicoltori e orientata alle nuove sfide del settore. Le iscrizioni sono previste da dicembre 2026.

Nel 2027 debutterà inoltre a Châtillon “Miels Alpins”, il primo concorso europeo dedicato alla qualità dei mieli dell’arco alpino, con il coinvolgimento di sette Regioni alpine italiane e di sette Paesi europei.

A completare il programma c’è “Raccontami… l’ape, il miele e la natura”, progetto rivolto alla Generazione Alpha che nell’anno scolastico 2026-2027 coinvolgerà circa 8.000 studenti delle scuole delle Città associate. L’obiettivo è avvicinare le nuove generazioni alla cultura ambientale e al mondo dell’apicoltura.

Oltre 60 tipologie di miele espressione dei territori italiani

Il percorso de Le Città del Miele continua a partire da una delle principali caratteristiche del patrimonio apistico italiano: l’Italia conta oltre 60 tipologie di miele, espressione della varietà delle fioriture e dei territori.

La produzione nazionale complessiva è di circa 22 mila tonnellate l’anno e coinvolge tutte le Regioni italiane. In questo scenario l’apicoltura, riconosciuta e regolamentata dalla Legge 313 del 24 dicembre 2004, rappresenta un importante presidio agricolo e territoriale.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui.

Related Post