Gio. Nov 5th, 2026

Food & Beverage è il terzo settore per investimenti in pubblicità digitale

L’Automotive guida la classifica della pubblicità online in Italia con il 6,1% degli investimenti, seguito dai Portali (5,9%). Il comparto alimentare e delle bevande si colloca al terzo posto. Il video si conferma il formato più utilizzato, con il 76,6% della spesa pubblicitaria digitale.

A ottobre 2026 il Food & Beverage conquista il terzo posto tra i settori che investono maggiormente nella pubblicità digitale in Italia. Il comparto, che comprende i marchi produttori di alimenti e bevande, alcoliche e non, raggiunge una quota del 4,9% degli investimenti complessivi. L’attività pubblicitaria risulta distribuita tra brand e tipologie di prodotto differenti.

A guidare la classifica è l’Automotive, che si aggiudica il primo posto con il 6,1% della spesa. Secondo i dati di Adjinn, multinazionale specializzata nel digital advertising measurement entrata a far parte del gruppo Minerva Insights, il risultato è legato soprattutto alle campagne delle case automobilistiche, ma anche alle comunicazioni dei produttori di pneumatici in occasione della stagione del cambio gomme.

Al secondo posto si trovano i Portali, con il 5,9% degli investimenti. La categoria comprende realtà molto diverse, dai comparatori ai motori di ricerca, fino ai siti di aste e annunci. Nel mese di ottobre si è distinta in particolare l’attività delle piattaforme dedicate alle previsioni meteorologiche e dei siti specializzati nella vendita di prodotti di seconda mano.

Video protagonista della pubblicità digitale

Per quanto riguarda i formati pubblicitari, il video domina nettamente il mercato, raccogliendo il 76,6% della spesa digitale. Il display si ferma invece al 23,2%.

Cresce anche il peso della pianificazione programmatica: il 65% delle campagne è stato realizzato attraverso il programmatic, mentre il restante 35% è stato gestito con acquisti diretti.

Mobile in testa tra i dispositivi

La distribuzione degli investimenti per dispositivo conferma la centralità degli smartphone. Le campagne rivolte esclusivamente al mobile rappresentano infatti il 48,9% del totale. Il 30,6% degli investimenti riguarda campagne pianificate su tutti i dispositivi, mentre quelle destinate soltanto al desktop si fermano al 20,5%.

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