Mer. Ott 21st, 2026

Bresaola della Valtellina IGP 100% italiana. Arriva l’accordo che cambia filiera e sostiene allevatori

Una filiera della bresaola che valorizza la carne bovina italiana, garantisce la trasparenza sull’origine della materia prima e offre nuove prospettive agli allevamenti nazionali riducendo la dipendenza dalle importazioni. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti, a Roma, da Coldiretti, Filiera Agricola Italiana Spa e Consorzio di Tutela della Bresaola della Valtellina IGP.

Cosa prevede l’intesa per la vera bresaola made in Italy

L’intesa punta ad avviare un percorso per realizzare la Bresaola della Valtellina IGP con carne bovina italiana proveniente da animali allevati e macellati in Italia. Un accordo che assume particolare rilevanza in una fase in cui le criticità legate alle importazioni di carne bovina e alla mancanza di reciprocità delle regole commerciali rendono ancora più urgente investire sulla capacità produttiva nazionale.

Il blocco delle importazioni di carne dal Brasile nell’ambito del Mercosur, legato alle carenze riscontrate sul fronte della reciprocità, ha dimostrato la necessità di costruire filiere più solide, capaci di garantire approvvigionamenti affidabili e standard coerenti con quelli richiesti ai produttori italiani ed europei.

I numeri del progetto e come funzionerà la nuova filiera

Il progetto prevede, in uno scenario programmatico da verificare nell’arco di 3-5 anni, il possibile coinvolgimento di 100mila bovini all’anno, per arrivare a circa 5mila tonnellate di tagli destinati alla bresaola e 25mila tonnellate di carni disossate complessive, valorizzando l’intera carcassa anche attraverso il coinvolgimento di altri utilizzatori, dalla distribuzione alla ristorazione.

Coldiretti promuoverà il coinvolgimento delle imprese agricole e l’aggregazione dell’offerta, mentre Filiera Agricola Italiana coordinerà gli aspetti organizzativi, economici e di tracciabilità. Il Consorzio favorirà il confronto con le imprese interessate, nel rispetto del disciplinare IGP.

Il protocollo avvia inoltre il percorso verso un Accordo nazionale di filiera che definisca volumi, requisiti qualitativi, programmazione degli allevamenti, contratti e criteri di formazione dei prezzi, con l’obiettivo di assicurare una remunerazione equa agli operatori.

Le parole di Prandini sul valore per allevatori e consumatori

È un accordo strategico e una grande risposta rispetto al lavoro che fanno i nostri allevatori, commenta il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, dimostrando che i contratti di filiera non sono uno slogan ma un’opportunità concreta per dare una giusta redditività al lavoro dei nostri imprenditori, al fianco di un’industria lungimirante che vuole scommettere insieme a noi.

Questi prodotti non saranno destinati soltanto al mercato nazionale ma vogliamo che siano sempre più presenti anche sui mercati internazionali, aggiunge Prandini. Per farlo, puntiamo a garantire la tracciabilità dell’intera filiera, valorizzando anche l’utilizzo dei dati per raccontare con trasparenza ogni fase del processo produttivo.

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