In occasione del Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza, Doritos ha scelto Chef in Camicia come partner creativo per portare sul mercato italiano Doritos Loaded, il format che trasforma l’iconico snack nella base di vere e proprie preparazioni con ingredienti e topping.
Per la versione italiana del progetto, Chef in Camicia ha sviluppato due ricette originali che combinano l’identità pop e irriverente di Doritos con due riferimenti della tradizione gastronomica italiana: Doritos Loaded Bolognese e Doritos Loaded Creamy Parmigiana.
La campagna si è sviluppata sui canali digitali di Chef in Camicia con un video teaser dedicato al lancio delle due ricette, per poi arrivare direttamente sul circuito di Monza. Dal 4 al 6 settembre, le due proposte sono state infatti protagoniste del corner Doritos posizionato di fronte al main stage del Gran Premio, dove il pubblico ha potuto assaggiarle durante l’intero weekend di gara.
I tre founder di Chef in Camicia, Lello, Nick e Andrea, sono stati ospiti di Doritos al Gran Premio, partecipando all’attivazione dal vivo e raccontando alla propria community l’esperienza e le due ricette attraverso un mini-vlog sviluppato nelle Instagram Stories.
Il progetto ha unito product development, branded content, social amplification e live experience, creando una narrazione tra dimensione digitale ed esperienza fisica.
Doritos Loaded è un progetto globale di PepsiCo lanciato in collaborazione con Gordon Ramsay e George Russell. Per la sua declinazione italiana, il brand ha coinvolto Chef in Camicia con l’obiettivo di connettere il prodotto alla cultura food locale e, allo stesso tempo, al linguaggio di una community nata e cresciuta sui social.
“Siamo partiti da un format internazionale e lo abbiamo reinterpretato attraverso due sapori fortemente legati all’Italia, pensando allo stesso tempo al contesto in cui sarebbero stati consumati: un evento come il Gran Premio, fatto di energia, velocità e forte partecipazione”, commenta Luca Palomba, CEO e founder di Chef in Camicia.
“Per noi Monza è stata una pista di prova – è proprio il caso di dirlo! – per sperimentare quello che immaginiamo possa essere sempre più il futuro del food marketing; trasformare creatività e credibilità in qualcosa che le persone possano vivere e letteralmente assaggiare”, aggiunge Palomba.
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