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Mar. Gen 20th, 2026

Fiasconaro protagonista a Parigi: la pasticceria italiana al centro della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo

La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo ha portato a Parigi un evento dedicato al potere culturale della pasticceria, ospitato nella sede storica della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali, il prestigioso Hôtel de Galliffet. Un appuntamento che ha riunito tre figure di riferimento della scena dolciaria internazionale: Nicola Fiasconaro, Angelo Musa e Mori Yoshida. Approfondimenti sul panorama gastronomico internazionale sono disponibili anche su Food Affairs, punto di riferimento per l’informazione enogastronomica.

Un dialogo tra tradizioni e soft power

Invitati dall’Ambasciatore Luca Sabatucci, i tre maestri pasticceri hanno partecipato a una tavola rotonda moderata da Domenico Biscardi, dedicata al tema della “Diplomazia pasticciera”. Un concetto che affonda le radici nella storia francese: proprio nelle cucine dell’Hôtel de Galliffet, lo chef Antoine Carême utilizzava l’arte dolciaria per conquistare i palati dei nemici di Napoleone Bonaparte.

Durante l’incontro, Fiasconaro, Musa e Yoshida hanno raccontato episodi in cui le loro creazioni hanno contribuito a diffondere il soft power gastronomico dei rispettivi Paesi, sottolineando come la pasticceria sia un linguaggio universale capace di unire culture diverse. L’Ambasciatore Sabatucci ha evidenziato come Italia, Francia e Giappone condividano una profonda tradizione culinaria, pur mantenendo identità e tecniche distintive.

Le voci dei protagonisti

Nicola Fiasconaro ha espresso l’emozione di trovarsi in un luogo simbolico per la storia della pasticceria europea, ricordando l’importanza delle radici italiane nel panorama internazionale. Angelo Musa ha sottolineato il valore del dialogo tra culture dolciarie, frutto della sua esperienza tra Francia e Italia. Mori Yoshida ha raccontato come nel suo lavoro quotidiano convivano rigore giapponese, ricerca francese e ingredienti italiani, in un equilibrio che rappresenta perfettamente lo spirito dell’evento.

Degustazione finale tra tradizione e contaminazioni

La serata si è conclusa con una degustazione di creazioni dolci firmate dai tre maestri, ognuna pensata per rendere omaggio alla propria tradizione e, allo stesso tempo, alle origini degli altri protagonisti. Un percorso sensoriale che ha sintetizzato il valore della pasticceria come strumento di dialogo culturale.

Unesco

«La notizia del riconoscimento della cucina italiana come patrimonio immateriale dell’UNESCO è una gioia immensa, perché celebra il trionfo di una cultura antica e moderna allo stesso tempo, fatta di ricette, gesti tramandati, tempi lenti e rispetto per la materia prima. Per chi, come me, dedica la vita a portare la tradizione culinaria italiana nel mondo, questo riconoscimento è soprattutto un invito a custodire e innovare ciò che rende grande l’Italia. Non si tratta solo dei singoli prodotti, ma dell’intero patrimonio gastronomico italiano: dal grano duro siciliano ai formaggi alpini, dai lievitati alle paste ripiene. Il panettone è uno dei tanti esempi di eccellenza apprezzata all’estero, come dimostrato anche la settimana scorsa a Parigi, in un evento organizzato con l’ambasciatore Luca Sabatucci. Mi auguro inoltre che, da oggi, la cucina internazionale possa riappropriarsi di termini che richiamano più direttamente la tradizione italiana e latina, sostituendo ad esempio la parola “menù” con il termine “convivium”, più consono alla nostra storia e alla nostra cultura. Oggi l’Italia intera festeggia, e sono felice che anche con il nostro contributo si riesca a far vivere e raccontare la storia dell’Italia nel mondo».

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