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Dom. Gen 18th, 2026

Il nuovo packaging di Kione da voce al cambiamento

Kioene, primo produttore italiano di gastronomia vegetale, presenta la sua nuova identità visiva con un packaging completamente rinnovato, pensato per raccontare l’evoluzione dell’azienda e il suo impegno verso un’alimentazione sempre più responsabile e consapevole.

Con oltre 35 anni di esperienza nelle proteine vegetali, l’azienda padovana aggiorna la propria immagine a scaffale per offrire ai consumatori chiarezza, riconoscibilità e valore. Il nuovo design, firmato NEOM | Brand Design Studio, unisce estetica e storytelling: colori distintivi, linee essenziali e l’iconico simbolo dell’abbraccio, emblema del legame tra uomo, natura e animali.Sulla fascetta, Kioene racconta la sua storia: dalle origini nella macelleria di famiglia fondata nel 1888, alla scelta coraggiosa della famiglia Tonazzo di abbandonare la carne per abbracciare il mondo vegetale. Una transizione che riflette visione, coraggio e rispetto per l’ambiente.

“Con questo nuovo packaging vogliamo esprimere chi siamo oggi e dove stiamo andando” – spiega Cristian Modolo, Direttore Marketing di Kioene – “Un’azienda che evolve restando fedele ai propri valori: bontà, benessere e responsabilità verso il pianeta”.

“Abbiamo voluto creare un design che restituisse a Kioene voce, personalità e coerenza visiva” – aggiunge Stefano Giuseppe Dell’Orto, Founder di NEOM – “un progetto che comunica la vitalità dei prodotti e la solidità di un brand autentico”.

Per accompagnare il lancio, Kioene presenta l’iniziativa “La rivoluzione dell’hamburger”, un’operazione a premi valida fino al 30 giugno 2026. Acquistando i prodotti freschi Kioene, i consumatori potranno collezionare punti e ricevere in omaggio il libro “La rivoluzione dell’hamburger. Dalla carne al vegetale.

Il caso Kioene” di Marco Panara, che racconta la trasformazione dell’azienda da produttore di carne a pioniere del plant-based. “Vogliamo coinvolgere i consumatori in un racconto di cambiamento” – conclude Modolo – “un invito a riscoprire il valore dei gesti semplici e a sentirsi parte di una comunità che crede in un futuro più sostenibile, anche a tavola.”

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