Dalla tradizione dei salumi nasce uno snack innovativo, realizzato con un processo brevettato e proposto in diversi gusti. Alla Festa del Salame spazio anche all’alta cucina con il Salame allo Champagne dello chef stellato Andrea Impero, premiato con l’Oscar del Salame.
Salami Chips, snack croccante
Il salame incontra il mondo delle patatine e si trasforma in uno snack croccante e ricco di gusto. La Festa del Salame di Cremona, anche nell’ultima giornata dell’ottava edizione, ha sorpreso i visitatori con le Salami Chips, le originali chips di salame realizzate attraverso un innovativo processo brevettato.
La presentazione si è svolta in un PalaSalame gremito, dove Paolo Stiffan, uno dei titolari del Salumificio Sant’Orso, ha raccontato la nascita di questo prodotto che unisce la tradizione della salumeria italiana a nuove modalità di consumo.
L’idea è nata tre anni fa con un obiettivo preciso: rendere il salame più versatile e interessante anche per le nuove generazioni. Curiosità e voglia di sperimentare hanno portato a realizzare le prime prove nella cucina di casa, trasformando il tradizionale salamino piccante in sottili chips croccanti, senza rinunciare al carattere e al gusto intenso del salume artigianale.
Un progetto tutto italiano che punta a rinnovare un prodotto della tradizione attraverso una forma di consumo diversa dal solito.
Come si producono le chips di salame
“L’idea nasce dalla ricerca e sviluppo che abbiamo fatto negli anni. Abbiamo scoperto che tra i ragazzi più giovani il salame non è così gettonato e, guardando anche alle modalità di consumo dei ragazzi che lavoravano da me, abbiamo trasformato il classico salame in uno snack”, racconta Paolo Stiffan.
La particolarità delle Salami Chips sta nel processo di lavorazione, basato sulla disidratazione in olio. “Lo abbiamo brevettato perché non esisteva, non si tratta di frittura”, precisa Stiffan. “Il prodotto, dopo essere stagionato, affettato e raffreddato, viene passato in un bagno d’olio, ma avviene in maniera talmente veloce che non rimangono tracce di olio sul prodotto”.
Il risultato è uno snack caratterizzato dalla croccantezza e composto per il 59% da proteine naturali. Dopo la lavorazione, le chips vengono insaporite con aromi o spezie, senza l’aggiunta di additivi.
Quattro gusti, dal piccante al sale e aceto
Durante la degustazione al PalaSalame, i visitatori hanno potuto provare quattro varianti: il gusto classico piccante, quello alla paprika, il Salt & Vinegar, che richiama le patatine al sale e aceto, e il più tradizionale gusto salsiccia.
“Il Salt & Vinegar è uno dei gusti più consumati dai giovani dei Paesi anglosassoni”, spiega Stiffan, sottolineando come le abitudini alimentari possano offrire nuove opportunità anche ai prodotti della salumeria.
La gamma, inoltre, va ben oltre le sole chips di salame. “Abbiamo una quarantina di gusti nel nostro pacchetto prodotti, non solo a base di salame”, aggiunge Stiffan.
La capacità di innovare il mondo degli snack salati partendo dalla tradizione ha già portato Salami Chips a ricevere un riconoscimento per l’innovazione a Tuttofood lo scorso anno.
Uno snack per chi ama i sapori decisi
Le chips di salame non si rivolgono soltanto ai più giovani. Il prodotto punta anche a chi segue un’alimentazione ricca di proteine, agli amanti della carne e dei sapori intensi e a chi cerca abbinamenti insoliti per sorprendere gli ospiti o rendere più originale un aperitivo.
“All’estero sono più abituati a consumare prodotti salati a base di carne. Noi siamo ancora rivolti verso patatine, snack salati o vegetali, ma c’è grande curiosità per questo prodotto”, conclude Stiffan.
Una curiosità confermata dall’interesse dei visitatori della Festa del Salame di Cremona, dove la tradizione norcina ha dimostrato ancora una volta di poter trovare nuove forme per conquistare il pubblico.
La Festa del Salame di Cremona celebra la tradizione e l’innovazione
La Festa del Salame ha animato Cremona con proposte capaci di valorizzare il salume in forme tradizionali e inedite, confermandosi un appuntamento dedicato alla cultura gastronomica e alla creatività.
La manifestazione è promossa da Confcommercio Provincia di Cremona, Confartigianato Imprese Cremona e Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Comune di Cremona, Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Confartigianato Imprese Alimentazione e Confartigianato Imprese Lombardia.
L’evento è organizzato da SGP Grandi Eventi, in partnership con Panificio Cremona Italia e in collaborazione con Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi”, Villaggio della Mostarda e Fipe.
Il Salame allo Champagne dello chef stellato Andrea Impero conquista l’Oscar del Salame
Alla Festa del Salame di Cremona c’è stato spazio anche per un’altra interpretazione originale di questo prodotto della tradizione italiana. Lo chef stellato Andrea Impero, alla guida del ristorante umbro Elementi Fine Dining di Borgobrufa, ha ricevuto l’Oscar del Salame per il suo Salame allo Champagne, nato dalla collaborazione con la Maison Nicolas Feuillatte.
Il riconoscimento premia la ricerca dello chef, brand ambassador della Maison, che ha saputo unire la tradizione della norcineria umbra all’eleganza delle bollicine francesi.
“Sono contentissimo perché questo prodotto continua a essere il benvenuto con cui accolgo gli ospiti del mio ristorante”, racconta Impero. “Ho iniziato a produrre questo prodotto sei anni fa. L’idea era portare a tavola un prodotto così umile che rappresenta l’Italia intera, perché ogni regione ha il proprio salame e la propria tradizione e ogni fetta evoca un ricordo personale, a cominciare dalla merenda quando si è bambini”.
Il segreto del Salame allo Champagne
A rendere particolare la ricetta è l’incontro tra il gusto deciso della norcineria umbra e le note dello Champagne, che non viene utilizzato soltanto come bevanda da abbinare al salume, ma entra direttamente nella preparazione.
Il salame, infatti, “nasce con la marinatura delle carni attraverso lo champagne”, spiega lo chef, che seleziona materie prime provenienti da allevamenti del territorio.
“Uso solo carni di due allevatori differenti umbri, a partire dai suini allevati ad Assisi solo a erba e ghianda, in stato semi-brado e questo rende la carne abbastanza grassa”, racconta Impero.
La scelta delle carni contribuisce a ottenere un salame dalla consistenza cremosa, caratteristica che si accompagna a una leggera ossidazione della parte esterna. “È un tocco unico”, aggiunge lo chef.
Anche la speziatura contribuisce a definire il profilo del prodotto: la ricetta prevede pepe di Cubebe, sale di Cervia e aglione della Valdichiana. La stagionatura segue invece un metodo tradizionale, lontano dai processi tecnologici più moderni.
“È fatta come una volta, solo in cantina, senza mezzi tecnologici”, racconta Impero.
Il Salame allo Champagne ha conquistato i visitatori dell’ottava edizione della Festa del Salame, portando a Cremona un esempio di come la norcineria possa dialogare con l’alta cucina senza perdere il legame con le proprie radici.
La manifestazione è promossa da Confcommercio Provincia di Cremona, Confartigianato Imprese Cremona e Libera Associazione Agricoltori Cremonesi, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Cremona, Comune di Cremona, Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Confartigianato Imprese Alimentazione e Confartigianato Imprese Lombardia.
È organizzata da SGP Grandi Eventi in partnership con Panificio Cremona Italia e in collaborazione con Istituto di Istruzione Superiore “Luigi Einaudi”, Villaggio della Mostarda e Fipe.
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