Presso la suggestiva Tenuta Sansonina, a Peschiera del Garda, si è tenuto un incontro del Salotto Nadia Zenato, dove è stata presentata una ricerca focus sui mercati di Germania, Austria, Svizzera e Francia condotta da Roberta Garibaldi. Dai risultati emerge chiaramente che, per i viaggiatori di lingua tedesca, l’Italia è sinonimo di cibo e vino, ben prima dell’arte, e il nostro Paese si distingue con la spesa media per prenotazione più alta in Europa: circa 107 euro. Lamberto Frescobaldi ha commentato: «L’enoturismo è ossigeno per le cantine, ma resta la ciliegina sulla torta». E Nadia Zenato ha aggiunto: «Il turista straniero non cerca un’Italia perfetta, cerca un’Italia vera: fatta di territori, di persone e di storie».

Il 6 novembre 2026 è una data da segnare, poiché l’Italia è ufficialmente il leader in spesa media per prenotazione tra i Paesi enoturistici europei, con un vantaggio del 26% rispetto alla Francia e superando Portogallo e Spagna. I turisti di lingua tedesca hanno fatto emergere un dato significativo: per loro, cibo e vino sono al primo posto della nostra identità, lasciando l’arte e i monumenti in secondo piano. Questo tema è stato al centro del dibattito che ha riunito Nadia Zenato, Roberta Garibaldi, lo chef Andrea De Lillo, e Lamberto Frescobaldi, con Luciano Ferraro a moderare l’evento.
Il dibattito si è basato sul rapporto “Enoturismo: i mercati di Germania, Austria, Svizzera e Francia” realizzato da Roberta Garibaldi in collaborazione con FINE Italy e Sansonina, il quale ha analizzato oltre 2.000 interviste, il sentiment delle recensioni online e ben 15.000 prenotazioni enoturistiche. Tra i punti salienti, emerge che ben il 55% dei viaggiatori provenienti dall’area DACH associa immediatamente l’Italia al cibo e al vino, un numero sorprendente se confrontato con il 34% dei francesi. La bellezza dei paesaggi rurali è una delle chiavi di volta, valutata importante dall’83% dei rispondenti DACH e dall’88% dei francesi, assieme all’autenticità dei locali (70% per i DACH e 81% per i francesi). Ciò che attrae i turisti verso una destinazione vinicola, quindi, va oltre la fama di un’etichetta e si basa sull’esperienza autentica.
Il Lago di Garda emerge come uno dei luoghi più iconici della storica relazione tra il mercato tedesco e l’Italia. Roberta Garibaldi ha sottolineato: «La vera sfida dell’enoturismo italiano non è solo attrarre visitatori nelle cantine, ma trasformare il patrimonio vitivinicolo in un elemento chiave per la competitività delle destinazioni. I turisti cercano esperienze che esprimano l’identità del luogo e, per realizzare tutto ciò, è necessario passare oltre la frammentazione dell’offerta e costruire una governance territoriale condivisa».
L’Italia continua a brillare, non solo per il suo fascino, ma per il suo valore economico che fa gola. Gli analisi hanno rivelato che il nostro Paese si sta imponendo come quello con la spesa media più alta nella prenotazione enoturistica, arrivando circa a 107 euro, per lo più spesi nell’acquisto di vino direttamente in cantina. Inoltre, l’enoturista moderno è più giovane di quanto si possa pensare, con oltre il 40% dei visitatori sotto i 35 anni. La Germania si conferma il primo mercato internazionale per recensioni nelle aree a denominazione, evidenziando un livello di soddisfazione superiore a 85 su 100.
Lamberto Frescobaldi ha aggiunto: «L’enoturismo deve rimanere la ciliegina sulla torta; il nostro lavoro principale è portare il vino in giro per l’Italia e il mondo». Occorre dunque fornire esperienze uniche e non semplici visite museali, ma momenti che facciano sentire il visitatore accolto come a casa.
In effetti, il viaggio enoturistico non si limita a una semplice visita in cantina. Il 59% dei viaggiatori DACH visita uno o due produttori, mentre il 40% dei francesi visita tre o più, rivelando un forte interesse per itinerari ben pianificati. È interessante notare che in Germania, un visitatore su tre non è arrivato esclusivamente per il vino, ma per scoprire una varietà di esperienze legate a paesaggio e gastronomia.
Le opportunità per le aziende vinicole sono quindi concrete: collaborare con ristoranti e operatori locali è fondamentale. Senza dimenticare, le informazioni chiare e prenotazioni semplificate sono cruciali per convertire l’interesse in visite reali. Se il passaparola resta la migliore fonte di ispirazione, l’autenticità è ciò che conta.
Nadia Zenato, ideatrice del Salotto, ha concluso: «I numeri ci dicono che l’Italia è desiderata, ma non dobbiamo mai adagiarsi sugli allori. L’autenticità deve essere compiuta, non solo proclamata». E Andrea De Lillo, chef a una stella Michelin, ha sottolineato l’impegno verso un’offerta gastronomica che valorizza il territorio: «Quando qualcuno viene a trovarci, deve sentire il territorio nella sua interezza».
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