Il Giandujotto di Torino compie un nuovo passo verso il riconoscimento come Indicazione Geografica Protetta a livello europeo. Con il provvedimento prot. n. 137622 del 23 marzo 2026, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha ritenuto sufficienti le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino per superare tutte le opposizioni.
Le richieste accolte
Alcune richieste sono state accolte prevedendo periodi transitori fino a 15 anni per l’utilizzo di specifiche denominazioni già in uso da parte di alcune imprese, tra cui Lindt & Sprüngli Spa, che potrà continuare a utilizzare la denominazione per i prodotti commercializzati per un periodo transitorio di 15 anni.
Le criticità sollevate
Altre opposizioni avevano evidenziato possibili sovrapposizioni con il quadro normativo esistente, chiedendo modifiche alle percentuali degli ingredienti previste nel disciplinare di produzione. Con la chiusura delle opposizioni, il Ministero trasmetterà ora il fascicolo alla Commissione europea. L’atto completo è disponibile sulla pagina del MASAF.
Un percorso iniziato nel 2017
L’iter per l’ottenimento dell’IGP è stato avviato nel 2017 dal Comitato Giandujotto di Torino IGP, presieduto dal maître chocolatier Guido Castagna e composto da circa 40 tra artigiani e aziende. Il percorso ha subito un lungo stop a causa delle riserve avanzate dal gruppo svizzero Lindt, proprietario del marchio Caffarel.
Il ruolo degli enti locali
Nel febbraio 2024, grazie alla mediazione e al supporto tecnico-istituzionale degli enti pubblici locali, le criticità sono state superate. Tra questi la Camera di commercio di Torino, con la sua Azienda Speciale e il Laboratorio Chimico, che ha sostenuto l’iniziativa fin dall’inizio nelle attività di divulgazione, nella gestione della pratica e nei rapporti con il territorio.
Le tappe finali dell’iter
L’11 marzo 2025 si è svolta la riunione di pubblico accertamento, durante la quale i funzionari del MASAF hanno verificato la conformità del disciplinare alle tecniche tradizionali. Il 29 maggio 2025 la domanda è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale e il 23 marzo 2026 il Ministero ha formalizzato la trasmissione del dossier alla Commissione europea, che avvierà ora la fase istruttoria comunitaria.
Le caratteristiche del prodotto
Il disciplinare definisce un prodotto dalla forma a prisma triangolare con spigoli arrotondati, ispirata al cappello della maschera Gianduja. Il peso varia tra 4 e 12 grammi per i prodotti estrusi o stampati e tra 8 e 16 grammi per quelli modellati a mano. Il profilo aromatico presenta note intense di nocciola tostata, cacao e vaniglia, con gusto dolce e persistente e un lieve finale amaro.
Gli ingredienti previsti
Gli ingredienti obbligatori sono Nocciola Piemonte IGP tostata (dal 30% al 45%), zucchero semolato (dal 20% al 45%) e cacao in varie forme (minimo 25%). Il latte in polvere è escluso per rispettare le tecniche ottocentesche. La zona di produzione comprende l’intero territorio del Piemonte.
Il Ministro Francesco Lollobrigida ha definito il Giandujotto «un’eccellenza, espressione di sapienza tramandata di generazione in generazione, gusto unico e identità piemontese ed italiana», sottolineando che il riconoscimento IGP ne rafforzerà la presenza sui mercati internazionali.
Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha ricordato il valore storico e culturale del prodotto: «Valorizzare i nostri prodotti è fondamentale per farli conoscere sempre di più e renderli più competitivi sui mercati internazionali».
Guido Castagna, presidente del Comitato Giandujotto di Torino IGP, ha espresso soddisfazione per il risultato raggiunto: «Il 2026 sarà l’anno del giandujotto IGP». Con la trasmissione della domanda a Bruxelles, la previsione diventa concreta. La Commissione europea avvierà ora la fase istruttoria, con tempi stimati tra sei e dodici mesi.
Un traguardo storico per il Piemonte
Con il riconoscimento, il Giandujotto di Torino diventerà la decima IGP della Regione Piemonte, la seconda dedicata al cioccolato a livello nazionale, arricchendo il patrimonio delle 90 eccellenze agroalimentari piemontesi tutelate. Sarà inoltre la prima IGP europea ad avere come ingrediente un’altra IGP, la Nocciola Piemonte IGP, configurando una vera e propria “IGP al quadrato”.

