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Ven. Gen 23rd, 2026

Vini dealcolati. Il nuovo decreto apre il mercato alle cantine italiane: “Opportunità strategica”

Il via libera al decreto interministeriale MEF–MASAF che autorizza la produzione italiana di vini dealcolati e parzialmente dealcolati segna una svolta per il settore vitivinicolo nazionale. Dopo un anno complesso sul fronte dei mercati, il provvedimento apre nuove opportunità competitive per le imprese italiane, in particolare per le cantine cooperative che rappresentano una quota rilevante della produzione nazionale.

Confcooperative: “Finalmente condizioni di parità con gli altri produttori europei”

Per Luca Rigotti, Presidente del Settore Vitivinicolo di Confcooperative Fedagripesca, il decreto rappresenta un passaggio fondamentale. La possibilità di produrre vini a basso o nullo contenuto alcolico consentirà alle imprese italiane di competere ad armi pari con i produttori europei che già presidiano questo segmento in forte crescita.

Rigotti sottolinea come la federazione abbia partecipato attivamente al confronto istituzionale degli ultimi mesi, con l’obiettivo di offrire alle cantine cooperative uno strumento strategico per affrontare i mercati internazionali. La domanda di vini a bassa gradazione, infatti, non è più una tendenza passeggera, ma un cambiamento strutturale legato a nuovi stili di vita, maggiore attenzione alla salute e desiderio di ridurre il consumo di alcol senza rinunciare al piacere del vino.

Secondo le stime di Confcooperative Fedagripesca, il potenziale riguarda milioni di consumatori nel mondo, con una domanda destinata a crescere parallelamente alle tendenze legate a benessere e moderazione.

UIV: “Una buona notizia dopo un anno difficile. Il mercato No-Lo cresce dell’8% annuo”

Anche l’Unione Italiana Vini accoglie positivamente il decreto. Per il segretario generale Paolo Castelletti, si tratta di una “bella notizia di fine anno” che arriva dopo un 2025 segnato da difficoltà sui mercati globali. Sempre più imprese italiane sono pronte a investire nella categoria dei vini dealcolati, e il nuovo quadro normativo permette finalmente di operare in condizioni di parità con gli altri Paesi europei.

Castelletti auspica ora un supporto concreto nella fase di attuazione, soprattutto per quanto riguarda licenze e autorizzazioni necessarie alla produzione.

Il mercato No-Lo: un settore in forte espansione

Secondo l’Osservatorio UIV, il comparto No-Lo (no e low alcohol) è uno dei pochi segmenti in crescita nel panorama mondiale del vino. Il mercato globale dei prodotti No-Lo vale oggi 2,4 miliardi di dollari e raggiungerà 3,3 miliardi entro il 2028, con un tasso di crescita annuo dell’8% a valore e del 7% a volume.

I vini completamente alcohol-free stanno registrando performance eccezionali nei principali mercati internazionali:

  • Germania: +46% nei primi nove mesi del 2025 (quota 5% del totale No-Lo)
  • Regno Unito: +20% (quota 23%)
  • Stati Uniti: +18% (quota 17%)

Gli alcohol-free italiani – finora prodotti all’estero per limiti normativi – stanno già ottenendo risultati positivi:

  • UK: +6% in volume, +10% in valore
  • USA: +17% in volume, +24% in valore
  • Quota di mercato: 6% negli USA, 11% in Germania, 24% nel Regno Unito

Con il nuovo decreto, l’Italia potrà finalmente produrre internamente questi vini, riducendo i costi e aumentando la competitività.

Un’opportunità strategica per il vino italiano

Il via libera alla produzione nazionale di vini dealcolati arriva in un momento cruciale per il settore. La crescita del mercato No-Lo, trainata da consumatori attenti alla salute e da nuove abitudini di consumo, rappresenta una delle principali leve di sviluppo per i prossimi anni.

Per cantine cooperative, imprese vitivinicole e produttori italiani, il decreto apre la strada a un segmento in forte espansione, con un potenziale globale che può contribuire a rilanciare il settore dopo un anno complesso.

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