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Ven. Gen 23rd, 2026

Per il cenone di Capodanno la spesa media sarà 94 euro e 120 euro per Cenone+Veglione

La notte di San Silvestro 2025 si conferma un appuntamento centrale per la ristorazione italiana. Secondo l’indagine dell’Ufficio Studi FIPE‑Confcommercio, saranno 4,6 milioni gli italiani che sceglieranno di festeggiare il Capodanno al ristorante. Un dato in crescita dell’8,5% rispetto al 2024, spinto soprattutto dall’aumento dei locali aperti: il 57,2% contro il 52,9% dello scorso anno. La spesa complessiva stimata raggiunge i 439 milioni di euro, con un incremento del 9,7% sul cenone 2024.

Spumante italiano protagonista del brindisi

La spesa media per il cenone sarà di 94 euro, mentre chi opterà per la formula cenone più veglione spenderà in media 120 euro. Questa proposta, presente nel 21,7% dei ristoranti, unisce gastronomia, musica e spettacolo. L’offerta per la notte di Capodanno si conferma molto diversificata, con ristoranti, lounge bar, discoteche, club e numerosi eventi in piazza che compongono un panorama ricco e adatto a tutte le fasce di pubblico.

Per il brindisi di mezzanotte si stima che nei ristoranti verranno stappate circa 1,3 milioni di bottiglie. Le bollicine italiane dominano la scena: lo spumante sarà servito nel 73,6% dei locali. Il 23,4% offrirà anche un’alternativa francese, mentre solo il 3,1% proporrà esclusivamente champagne. Una conferma della forte preferenza degli italiani per le etichette nazionali.

I numeri di Capodanno riflettono un clima di moderato ottimismo tra gli operatori del settore. Il saldo tra chi prevede un miglioramento rispetto all’anno precedente e chi teme un peggioramento risulta positivo, segnale di una fiducia in lenta ripresa.

Secondo Lino Enrico Stoppani, Presidente di FIPE‑Confcommercio, la crescita della clientela nei ristoranti è legata ai cambiamenti sociali in atto. Le famiglie, pur in un contesto economico complesso, approfittano delle festività per alleggerire gli impegni quotidiani e delegare l’organizzazione del cenone a professionisti della ristorazione. L’ampia varietà di proposte consente inoltre di intercettare diverse capacità di spesa. Stoppani sottolinea che il 2025 si chiude con un settore non brillante in termini di presenze, ma sostenuto dal valore nominale dei consumi e dal riconoscimento Unesco della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Umanità.

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