Notizie
Mer. Lug 15th, 2026

Unionbirrai: ok alla pastorizzazione per birre analcoliche, ma senza perdere identità artigianale

Le birre analcoliche stanno guadagnando sempre più spazio tra le preferenze dei consumatori, spingendo anche i piccoli birrifici indipendenti a sperimentare nuove tecnologie e approcci produttivi. Tra questi, la pastorizzazione si conferma una delle pratiche più discusse, poiché se da un lato garantisce la sicurezza del prodotto, dall’altro mette in discussione la definizione stessa di birra artigianale.

Per affrontare questa sfida, l’Assemblea dei soci di Unionbirrai, l’associazione nazionale dei microbirrifici artigianali, ha approvato un aggiornamento dei requisiti tecnici per l’associabilità: i birrifici potranno pastorizzare le birre analcoliche, a patto che questa tipologia non costituisca la loro produzione prevalente.

Sicurezza senza snaturare l’identità artigianale

“La produzione di birre analcoliche richiede oggi trattamenti specifici per garantirne la sicurezza – spiega Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. Tra questi, la pastorizzazione è spesso indispensabile. Per questo abbiamo modificato i nostri criteri tecnici: i birrifici che pastorizzano birre analcoliche possono restare in Unionbirrai, purché non si tratti della loro produzione principale”.

Ferraris precisa che la decisione è interna all’associazione e non sostituisce in alcun modo le norme di legge o le direttive dell’Agenzia delle Dogane. Una birra pastorizzata, infatti, secondo la normativa italiana, non può essere considerata artigianale né può riportare il marchio “Indipendente Artigianale” di Unionbirrai.

La normativa distingue birre, non birrifici

Unionbirrai ricorda che in Italia non esiste il “birrificio artigianale” in senso normativo. La legge definisce solo la birra artigianale, ovvero quella che non è né pastorizzata né microfiltrata. “Ci chiedono se la pastorizzazione di una sola birra faccia perdere lo status artigianale all’intero birrificio – continua Ferraris – ma la risposta è no. L’artigianalità si applica al prodotto, non al produttore. Se una referenza è pastorizzata, non è artigianale, punto. Ma le altre birre del birrificio, se conformi alla legge, restano artigianali”.

Chiarezza e trasparenza per il consumatore

La posizione di Unionbirrai mira a tutelare sia la qualità dei prodotti sia la corretta informazione verso i consumatori. Per questo invita i birrifici associati a etichettare ogni singola birra in modo chiaro, distinguendo ciò che è effettivamente artigianale da ciò che non lo è. In un settore in continua evoluzione, anche l’etica produttiva passa dalla trasparenza.

Related Post