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Dom. Lug 12th, 2026

Nasce Caffè AUTentico, primo bar aziendale gestito da persone autistiche

Si chiama Caffè AUTentico, il bar che ogni giorno accompagna le pause delle persone che lavorano in Novamont, società di Versalis (Eni) con sede a Novara e tra i leader nella produzione di biopolimeri e bioprodotti.

Sul filone aperto dalla nota catena PizzAut, Caffè AUTentico è un progetto nato grazie alla collaborazione con l’associazione per l’autismo Enrico Micheli, Angsa Novara e Vercelli e la Cooperativa Gerico di Novara, partner attraverso il progetto L’Orto in Cucina che integra ristorazione, housing sociale e agricoltura sostenibile. Coinvolge persone autistiche e nasce per creare opportunità reali per chi è ancora oggi fortemente penalizzato nel mondo del lavoro. A renderlo possibile è il progetto Autismo al Lavoro, inserito nel programma Interreg 2021-2027 Italia-Svizzera e cofinanziato dall’Unione Europea.

Un contesto protetto e autentico

In Europa – riporta Adnkronos – il tasso di occupazione delle persone autistiche resta sotto il 10%, mentre in Italia si attesta intorno al 20%. Da qui l’idea di costruire un contesto protetto ma autentico, capace di coniugare formazione, autonomia e partecipazione attiva.

“L’inclusione lavorativa delle persone con disturbo dello spettro autistico rappresenta oggi una delle principali sfide sociali e sanitarie nei contesti occidentali” spiega Priscila Beyersdorf Pasino, presidente di Angsa Novara Vercelli. “Nonostante molte persone autistiche possiedano competenze cognitive e operative significative, i dati evidenziano una forte sottorappresentazione nel mercato. Il progetto di Caffè AUTentico favorisce l’inclusione lavorativa, sviluppa autonomia e competenze, migliora la qualità della vita e favorisce la partecipazione sociale. I primi risultati confermano l’efficacia del modello, con un aumento delle capacità operative, relazionali e dell’autostima dei ragazzi coinvolti”.

Un bar aziendale che diventa percorso di inclusione

“Il Caffè Sociale AUTentico non è solo un bar aziendale, ma un vero e proprio percorso verso l’inclusione e la valorizzazione di tutte le diversità, in dialogo con le comunità locali” afferma Giulia Gregori, responsabile Systemic Pmo, comunicazione e collegamento relazioni istituzionali di Novamont. “Con Caffè AUT abbiamo voluto creare uno spazio per le persone Novamont che rendesse concreta la nostra visione di bioeconomia circolare, responsabilità sociale e collaborazione. Un luogo capace di offrire ai ragazzi e alle ragazze nello spettro autistico un contesto protetto e strutturato, in cui sperimentarsi, valorizzare le proprie competenze e sviluppare capacità relazionali e operative”.

Un modello replicabile di inclusione lavorativa

Sei ragazzi tra i 18 e i 40 anni sono coinvolti in un percorso graduale e personalizzato: affiancati da tutor professionali o terapisti, acquisiscono competenze operative e relazionali in un contesto reale. Fondamentale è anche la formazione interna: i dipendenti Novamont sono stati preparati per interagire in modo consapevole, contribuendo a creare un clima inclusivo e collaborativo. La supervisione clinica dell’associazione Enrico Micheli garantisce un monitoraggio costante dei progressi e del benessere dei partecipanti.

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