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Sab. Apr 11th, 2026

Il vino italiano conquista il mondo, ma nei ristoranti dominano le etichette locali

L’Italia è una delle potenze mondiali del vino: le esportazioni hanno superato gli 8 miliardi di euro annui, confermando il ruolo del Paese tra i protagonisti del mercato internazionale secondo l’Osservatorio UIV‑ISMEA. Eppure, nelle carte dei vini dei ristoranti italiani prevale una logica completamente diversa. Un’analisi di Trinko sul mercato HoReCa mostra che tra il 70% e il 75% delle etichette presenti nei locali proviene dalla stessa regione in cui si trova il ristorante.

Carte dei vini sempre più locali, nonostante un export da record

Una scelta che riflette il legame profondo tra cucina e territorio e che porta molti ristoratori a privilegiare cantine locali, sia per coerenza gastronomica sia per la possibilità di instaurare rapporti diretti con i produttori. «Il vino italiano è sempre più globale nella produzione e nell’export, ma nelle carte dei ristoranti continua a prevalere una forte dimensione territoriale», osserva Matteo Pelladoni, CTO e co‑founder di Trinko. Secondo Pelladoni, questa ricchezza culturale può però rendere più complesso per molte cantine entrare nei circuiti della ristorazione al di fuori della propria area geografica.

Il peso della ristorazione nel mercato del vino

Il canale HoReCa rappresenta circa il 55‑60% del valore del mercato vinicolo interno, pur movimentando volumi inferiori rispetto alla grande distribuzione. Il settore resta estremamente frammentato: in Italia si contano circa 460.000 imprese tra ristoranti, bar e strutture ricettive, e solo il 65% dispone di una carta dei vini strutturata. In questo contesto, accedere alla ristorazione può essere una sfida significativa, soprattutto per le cantine piccole e medie che non fanno parte dei principali circuiti distributivi.

Come cambiano le carte dei vini

Il comportamento dei consumatori sta contribuendo a trasformare la selezione dei vini nei locali. Secondo Trinko, il 19% degli italiani ha ridotto la frequenza delle uscite, ma chi va al ristorante presta maggiore attenzione alla qualità. Oggi il 66% preferisce ordinare un solo calice di livello piuttosto che una bottiglia economica. Un trend che sta spingendo molti ristoratori a rivedere le proprie carte e a investire nel servizio al calice, ampliando la possibilità di proporre etichette più ricercate.

Il ruolo dei nuovi strumenti digitali

In un mercato così frammentato stanno emergendo piattaforme pensate per facilitare l’incontro tra domanda e offerta. Tra queste c’è Trinko, che permette a ristoranti, bar, enoteche e hotel di entrare in contatto diretto con i produttori, scoprire nuove etichette e avviare relazioni commerciali in modo semplice e trasparente.

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