Mer. Ott 14th, 2026

Zorzettig vara Cantina Viva, la nuova casa del vino friulano

Nel cuore dei Colli Orientali del Friuli, a Spessa di Cividale, la storica azienda Zorzettig ha inaugurato Cantina Viva, una nuova e moderna struttura che unisce produzione enologica, ospitalità, cultura e convivialità. Voluta fortemente da Annalisa Zorzettig, l’opera rappresenta una tappa cruciale nel percorso di evoluzione della cantina, le cui radici risalgono al 1874.

Un progetto tra innovazione, architettura e sostenibilità

La nuova struttura nasce per rispondere alle esigenze produttive, migliorando l’efficienza dei processi e gli ambienti di lavoro attraverso l’integrazione di una nuova ala con l’edificio esistente, mentre la storica barricaia continua a custodire la memoria aziendale. Dal punto di vista architettonico, l’edificio segue il profilo naturale della collina, utilizzando ferro, vetro, legno e arenarie locali per fondersi con il paesaggio. Sul fronte ambientale, Cantina Viva adotta soluzioni di efficientamento energetico, riduzione dei consumi e recupero delle acque, affiancate da progetti per la biodiversità come il recupero di alberi da frutto autoctoni tra i vigneti.

L’inaugurazione e la visione della famiglia Zorzettig

La cerimonia di apertura ha visto la partecipazione del Sindaco di Cividale Attilio Vuga, di Monsignor Livio Carlino e dell’Assessore regionale Stefano Zannier, oltre agli interventi del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e del presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas. Come sottolinea Annalisa Zorzettig, l’obiettivo non era semplicemente costruire una nuova cantina, ma creare uno spazio capace di esprimere il legame con la terra e il piacere dell’accoglienza, guardando al futuro senza perdere la propria identità.

Enoturismo e memoria: dal Focolare alla Library

Il nome Cantina Viva riflette la vocazione all’enoturismo e alla condivisione. All’interno trovano spazio la Library, che raccoglie le annate storiche dell’azienda, e il Focolare, ispirato alla tradizione contadina friulana come punto di ritrovo e convivialità. La proposta si completa con una nuova fase enologica: a partire dal 2026, l’azienda si avvale della collaborazione dell’enologo Luca D’Attoma per valorizzare ulteriormente le peculiarità dei singoli vigneti. Il tutto si inserisce in un più ampio restyling dell’identità del marchio curato insieme a Studio Idee Materia, sintetizzato nella filosofia “imperfetti per scelta” che guida le linee Tenaci e Myò.

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