La Pasqua 2026 si conferma una ricorrenza ad alta intensità familiare, ma sempre più reinterpretata in chiave personale. La tradizione resta centrale, soprattutto nel momento del pranzo: 6 italiani su 10 lo trascorrono con i parenti, segno di un legame ancora forte con le radici culturali. Allo stesso tempo, però, cresce il bisogno di autonomia, soprattutto tra i più giovani: il 23% della Gen Z approfitta delle festività per un weekend lontano dai vincoli familiari.
Lo svela un sondaggio Radar SWG.
Radar_23_29mar2026-1_compressedLa casa resta il cuore della festa, ma con un ruolo più attivo
Il 39% degli italiani sceglie di cucinare personalmente, trasformando il pranzo in un’esperienza condivisa più che in un semplice consumo. I menù diventano più liberi e meno codificati: solo 1 italiano su 4 segue una tradizione rigida, mentre la maggioranza opta per un mix di portate senza un unico protagonista. Il menù “classico” di carne resta più diffuso tra i Baby Boomers (31%), mentre i giovani preferiscono soluzioni più leggere o innovative.

Dolci di Pasqua: l’uovo resta il simbolo, ma la tradizione si diversifica
L’uovo di cioccolato si conferma il dolce più rappresentativo (35%), soprattutto tra i Millennials e nel Nord Italia. La Colomba resiste tra i Baby Boomers, mentre al Sud 1 persona su 3 sceglie dolci tipici del territorio. La tradizione si frammenta, ma non scompare: l’uovo rimane un rito collettivo. 1 italiano su 2 lo acquista per il piacere di aprirlo insieme, mentre tra gli adulti cresce l’attenzione alla qualità del cioccolato. I Millennials, invece, sono i più sensibili al prezzo.
Il rapporto con l’uovo di Pasqua: un rito che evolve
- 28% lo compra per aprirlo in famiglia o in compagnia.
- 38% non lo acquista più per sé, ma per vedere la gioia dei bambini.
- 24% sceglie l’uovo soprattutto per il cioccolato.
- Solo una minoranza (14%) lo considera un prodotto che ha perso magia.
Nella scelta dell’uovo, la priorità resta la qualità del cioccolato (36% tra i Baby Boomers), seguita dal tipo di cioccolato (41% tra Gen X e Boomers). Il prezzo pesa soprattutto tra i Millennials (30%), mentre la sorpresa interessa soprattutto la Gen Z.
Una Pasqua tra collettività e libertà personale
L’indagine SWG mostra una festa che cambia: la dimensione familiare resta centrale, ma cresce la voglia di personalizzare la giornata.
- 32% vive la Pasqua come un “secondo Natale”, rigorosamente con i parenti.
- 27% rispetta il pranzo tradizionale, ma rivendica libertà nel resto della giornata.
- 14% la considera un’occasione per staccare, spesso viaggiando.
- 12% la trascorre con amici o partner.
- 15% non la festeggia.
Nel complesso, la Pasqua 2026 racconta un’Italia che resta fedele alle proprie tradizioni, ma che le reinterpreta con maggiore flessibilità, alternando momenti collettivi e spazi di autonomia individuale.
