Mutti e WWF Italia ufficializzano la nascita dell’Oasi Affiliata di Montechiarugolo. L’accordo trasforma progressivamente un’area di circa 8 ettari situata nei pressi della sede produttiva aziendale in una zona naturalistica protetta. L’operazione segna l’ingresso del primo grande gruppo del comparto agroalimentare italiano all’interno del programma Oasi Affiliate del WWF, un network nazionale volto a connettere terreni gestiti da privati per incrementare la biodiversità territoriale in linea con gli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità al 2030.
Strategia ambientale e interventi di ripristino ecologico
Il progetto dell’Oasi integra in un unico piano di gestione diverse azioni di rinaturalizzazione avviate nel sito a partire dal 2019. Gli interventi sul campo hanno già compreso la creazione di zone umide artificiali e l’inserimento di strutture dedicate alla nidificazione di specie aviarie protette, oltre alla piantumazione di oltre 2.000 alberi e 5.800 arbusti autoctoni per il recupero di tre ettari nell’area nord dello stabilimento.
La collaborazione tecnico-scientifica avviata con il WWF Italia fornisce i criteri ecologici per la pianificazione a lungo termine dell’area, con l’obiettivo di migliorare la connettività ecologica nell’alta pianura parmense e monitorare l’evoluzione degli ecosistemi locali in prossimità dei comparti industriali. L’iniziativa rappresenta l’evoluzione di una partnership tra l’azienda emiliana e l’organizzazione ambientale nata nel 2010 per l’analisi e il contenimento dell’impronta idrica e delle emissioni della filiera.
Sviluppo del network e prospettive per il territorio
L’inserimento del sito di Montechiarugolo porta a 17 il numero complessivo di realtà private aderenti al programma delle Oasi Affiliate in Italia, per un’estensione totale che supera i 3.000 ettari tutelati sul suolo nazionale. La gestione futura dell’area agricola e naturale prevede l’introduzione di tecniche di agricoltura biologica e l’attivazione di sinergie con enti locali specializzati nella salvaguardia della fauna selvatica.
Una volta completati i protocolli di assestamento ambientale, l’area aprirà periodicamente al pubblico attraverso programmi di monitoraggio, divulgazione scientifica e sensibilizzazione dedicati alla comunità locale e al territorio della provincia di Parma.

