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Mer. Mag 20th, 2026

Spreco alimentare: solo il 2,2% del cibo buttato dagli italiani è costituito da surgelati

In vista della Giornata internazionale rifiuti zero istituita dall’Onu, che si celebra il 30 marzo, emergono alcuni dati significativi sul contributo dei surgelati nella lotta allo spreco alimentare, una delle principali sfide ambientali globali. L’Osservatorio Waste Watcher evidenzia che solo il 2,2% del cibo buttato dagli italiani è costituito da surgelati, pari a 14,9 grammi a settimana, nonostante un aumento del consumo del 10% negli ultimi anni.

La perdita di valore nutrizionale come forma di spreco

Accanto allo spreco visibile, esiste una forma meno evidente ma altrettanto rilevante: la perdita di valore nutrizionale degli alimenti freschi lungo la filiera. Le verdure fresche, ad esempio, prima di arrivare sulle nostre tavole attraversano un percorso che può durare diversi giorni, dalla raccolta al trasporto verso mercati e supermercati, fino all’acquisto e al consumo domestico. Anche con una conservazione corretta, questo processo comporta una progressiva riduzione delle proprietà nutritive. La surgelazione industriale segue invece una logica diversa: viene effettuata poche ore dopo la raccolta, preservando nel tempo le caratteristiche nutrizionali e organolettiche originarie del prodotto fresco. Non a caso, nei Paesi anglosassoni i surgelati sono spesso indicati come “long fresh”, a sottolinearne la capacità di mantenere a lungo la freschezza iniziale.

Una tecnologia centrale nel sistema alimentare contemporaneo

La surgelazione si conferma una tecnologia sempre più centrale nel sistema alimentare contemporaneo ed è protagonista nelle scelte degli italiani, non solo per la praticità ma anche come risposta moderna alle esigenze di qualità, sicurezza e sostenibilità.

Numerose evidenze scientifiche confermano le qualità nutrizionali dei cibi surgelati:

  • i vegetali surgelati mantengono vitamina C, folati e carotenoidi a livelli confrontabili o superiori al fresco dopo giorni di conservazione
  • la surgelazione è un processo esclusivamente fisico; nessun additivo conservante è autorizzato né necessario
  • la surgelazione industriale IQF avviene a -40/-196°C in tempi rapidi; il congelamento domestico è più lento, forma macrocristalli e altera texture e nutrienti
  • la surgelazione immediata post-cattura blocca la degradazione lipidica e preserva gli acidi grassi polinsaturi (EPA, DHA)

I vantaggi dei surgelati e il rapporto qualità-prezzo

A questi elementi si aggiungono sicurezza, porzionabilità, disponibilità costante tutto l’anno, ampia varietà di prodotti, praticità d’uso e un “value for money” particolarmente competitivo, considerando risparmio di tempo, energia e riduzione degli sprechi alimentari. Un’indagine AstraRicerche ha dimostrato che quattro volte su cinque il surgelato permette di risparmiare rispetto all’equivalente fresco, senza rinunciare alla qualità.

Consumi in crescita e trend strutturale

Tutte queste caratteristiche hanno contribuito a un costante aumento dei consumi, che consente di parlare di una crescita strutturale. Secondo il Rapporto 2024 di IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati), i consumi di prodotti surgelati in Italia continuano a crescere, superando per il secondo anno consecutivo 1 milione di tonnellate, con un aumento del 2,3% nel 2024 e un consumo pro capite salito a 17,5 kg l’anno. Un trend positivo che si distingue rispetto alla generale contrazione degli acquisti alimentari nel Paese, confermato anche dai primi numeri relativi al 2025: nell’anno appena trascorso i consumi domestici – canale Retail – sono aumentati del +1,1% rispetto al 2024 (dati NielsenIQ).

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