NIQ Insight Summit Italy 2026: andare oltre le medie per leggere davvero il cambiamento. Dati non convenzionali, AI e nuove metriche ridisegnano il futuro del Largo Consumo
La GDO italiana chiude il 2025 in crescita: +2% nella spesa dei consumatori, per un totale di 191 miliardi di euro. Il Largo Consumo segna un +3% a valore (133 miliardi), mentre il Tech & Durables registra un lieve calo (-1%, 58 miliardi). Sono alcuni dei dati emersi al NIQ Insight Summit Italy 2026, che oggi ha riunito a Milano oltre 500 professionisti del settore per discutere le nuove chiavi di lettura dei mercati e dei consumatori. L’edizione, dal titolo “Beyond Averages. Beyond Now”, ha messo al centro un messaggio chiaro: per competere serve andare oltre le semplificazioni, integrando dati convenzionali e non convenzionali, insight granulari e Intelligenza Artificiale.

“Il vantaggio competitivo nasce dall’ampliare lo sguardo”
Aprendo i lavori, Enzo Frasio, Amministratore Delegato di NIQ Italia, ha sottolineato come l’instabilità geopolitica, economica e sociale renda necessario un cambio di paradigma: «Il vantaggio competitivo nasce dalla capacità di superare le medie e intercettare segnali capaci di anticipare il cambiamento. NIQ analizza circa 700 miliardi di euro di spesa, quasi un terzo del PIL nazionale: un patrimonio informativo unico che permette ai partner di trasformare insight connessi in decisioni rapide e orientate alla crescita».
AI, fedeltà e dati integrati: le nuove dinamiche decisionali
Il primo confronto, moderato da Marco Paoletti, ha esplorato l’evoluzione dei processi decisionali nel Largo Consumo, con un focus su AI, loyalty e valore dei dati integrati. Sul palco Alessandra Corsi (CONAD) e Camilla Rota (cameo), che hanno evidenziato come la collaborazione Industria–Distribuzione richieda oggi una lettura più ampia e interconnessa dei comportamenti di acquisto.
Un secondo dialogo, guidato da Giampaolo Falconio, ha approfondito le sfide dei brand nel sostenere la crescita in un contesto segnato da inflazione, dazi e consumatori sempre più frammentati. Hanno portato la loro esperienza Valeria Fai (Eni Plenitude) e Jennifer Hubber (Campari), sottolineando l’importanza di innovazione, personalizzazione e comunicazioni data‑driven.

Retail: consumatori più mobili, fedeltà più fragile
Nel segmento dedicato al Retail, Romolo De Camillis e Ivano Garavaglia hanno mostrato come il 2025 abbia confermato un consumatore sempre più orientato a convenienza, semplicità e disponibilità. La fedeltà non è più un dato acquisito: cresce la spesa frammentata tra canali e retailer, con un aumento del 9% della frequenza d’acquisto, soprattutto tra le famiglie giovani.
Tra i formati più performanti:
- Discount: +4%
- Superstore: +3,4%
- Specialisti Drug: +3,4%
- Telefonia: +5,3%
- Pet Specialist: +2,4%
Il Pet si conferma un settore fortemente omnicanale, sensibile a servizio e disponibilità.
L’e-commerce continua a crescere: +9,1% nel Largo Consumo (2,8 miliardi) e +6% nel Tech & Durables (5 miliardi). Gli italiani spendono online in media 374 euro l’anno per il Largo Consumo e oltre 1.000 euro per i Beni Durevoli.
La Marca del Distributore mantiene la sua attrattività nel Largo Consumo (+3,4%), mentre nel Tech & Durables registra una contrazione (-3,2%).

Oltre le metriche tradizionali: nasce il Brand Traction Score
Nel secondo intervento, Stefano Cini, Eleonora Formisano ed Edmondo Lucchi hanno invitato a superare le letture unidirezionali del mercato. L’analisi sui Top 500 brand mostra come indicatori isolati – penetrazione o rotazioni – offrano una visione parziale.
Da qui nasce il Brand Traction Score, una metrica integrata che combina:
- trazione della domanda (occasioni d’acquisto)
- spinta dell’offerta (patrimonio distributivo)
La correlazione con le vendite risulta superiore del 30% rispetto alla penetrazione, rendendolo un indicatore più predittivo e strategico.
Crescono inoltre i trend trasversali che guidano la scelta dei consumatori: proteico, plant‑based, senza lattosio, sostenibilità, funzionalità. Per cogliere il valore reale, servono analisi granulari e iperlocali, capaci di leggere le specificità dei territori.
Crescere significa scegliere: guidare la decisione nel momento che conta
Nel terzo intervento, Roberto Fogliata, Michela Frontini e Cletio Nhassavele hanno evidenziato come la competizione si giochi sempre più sulla capacità di guidare la scelta nel momento decisionale, un momento rapido e influenzato da molteplici touchpoint.
Dati, insight e AI permettono di:
- definire assortimenti più efficaci
- costruire strategie distributive mirate
- sviluppare comunicazioni realmente coinvolgenti
- rafforzare la rilevanza del brand nel punto vendita fisico
- integrare i touchpoint in un’unica strategia coerente
In un mercato dove l’offerta cresce ma il valore si concentra, i modelli decisionali data‑driven diventano fondamentali per costruire percorsi di sviluppo solidi e sostenibili.

