Gli italiani sono tra i consumatori più attenti e informati d’Europa: l’85% cerca online e sui social indicazioni prima di fare la spesa e 7 su 10 leggono abitualmente le etichette nutrizionali. In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Consumatori, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo presenta un documento che punta a migliorare la qualità dei test comparativi sui prodotti alimentari pubblicati da riviste, siti web e creator digitali.
Una ricerca per tutelare i consumatori e migliorare la qualità dell’informazione alimentare
L’obiettivo è chiaro: garantire trasparenza, omogeneità e rigore scientifico nelle classifiche e nelle recensioni che influenzano quotidianamente le scelte dei consumatori.
Cosa non funziona oggi nei test comparativi
Lo studio, condotto dal Sensory Behavior and Cognition Lab dell’UNISG, ha individuato diverse criticità nelle metodologie utilizzate finora da molte testate:
- selezione disomogenea dei prodotti, con referenze non realmente comparabili
- differenze nelle date di scadenza, nelle grammature e nei campionamenti
- assenza di protocolli scientifici chiari
- uso improprio di termini tecnici che confondono gradimento soggettivo e qualità oggettiva
- scarsa trasparenza su come vengono condotti i test e da chi
Un quadro che rischia di generare classifiche poco affidabili e, di conseguenza, scelte poco consapevoli da parte dei consumatori.
Le raccomandazioni scientifiche: tre metodi per test davvero affidabili
Il documento dell’Università di Pollenzo propone tre approcci metodologici validati scientificamente, pensati per essere applicabili anche fuori dai laboratori accademici:
1. Test di gradimento base
- minimo 50 consumatori reali
- assaggi alla cieca
- scale di gradimento standardizzate
- analisi statistiche per individuare differenze significative
2. Test completi con analisi descrittiva
- panel di 100–120 consumatori
- classifiche di gradimento con profilo sensoriale dettagliato
- identificazione dei “driver di preferenza”, ovvero ciò che rende un prodotto davvero apprezzato
3. Analisi professionali
- panel di assaggiatori qualificati
- descrizione analitica delle caratteristiche sensoriali
In tutti i casi, la raccomandazione è di includere una tabella informativa che specifichi: chi ha organizzato il test, quali prodotti sono stati analizzati, con quali criteri, chi ha assaggiato e quale metodo è stato utilizzato.
«Test sensoriali condotti con criteri condivisi, metodi rigorosi e comunicati in modo trasparente sono essenziali per ottenere risultati affidabili», spiega Luisa Torri, Prorettrice dell’Università di Pollenzo e direttrice del laboratorio.
Le reazioni del settore: benefici per consumatori e aziende
Secondo Mario Piccialuti, Direttore Generale di Unione Italiana Food, le raccomandazioni rappresentano un passo avanti per tutto il comparto: «Ci auguriamo che vengano adottate per migliorare il panorama dell’informazione alimentare. Per le aziende sono una garanzia di equità: i prodotti verranno valutati con criteri scientifici uniformi, davvero utili per i consumatori».
Il punto di vista del Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Per Gianfrancesco Romeo, Direttore Generale Consumatori e Mercato, lo studio offre strumenti preziosi in un contesto in cui la scelta alimentare è sempre più complessa: «Le indicazioni presentate oggi possono contribuire a migliorare la qualità delle fonti cui i consumatori si affidano e l’affidabilità delle recensioni che influenzano le loro decisioni».

