Dom. Ott 4th, 2026

Caffè al bar sempre di più caro: ecco quanto si paga in 19 città italiane e quanto è aumentato negli ultimi 5 anni

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Altroconsumo ha confrontato il prezzo di una tazzina in 19 città italiane dal 2021 al 2026 e guardato quanto è aumentato il caffè che compriamo nei supermercati. Ecco i costi città per città e le motivazioni dietro agli aumenti

Il caffè costa sempre di più, sia quando lo compriamo per prepararlo a casa sia quando lo beviamo al bar. Secondo l’Istat, dal 2021 a tutto il 2025 il prezzo del caffè al consumo è cresciuto del 44%.

Al bar, un espresso costa oggi tra 1,20 e 1,40 euro. I dati dell’Osservatorio prezzi e tariffe ministero delle Imprese e del Made in Italy, mostrano che, rispetto al 2021, la tazzina è rincarata in tutte e 19 le città esaminate. Quanto si paga, però, cambia da città a città, così come cambia l’entità del rincaro.

Che cosa c’è dietro questi aumenti? Sui mercati internazionali il costo della materia prima è più che raddoppiato rispetto al 2021, ma questo dato da solo non basta a spiegare il prezzo che paghiamo oggi.

Il prezzo del caffè acquistato per casa: +21% in un anno

Secondo l’ISTAT, negli ultimi anni, il prezzo del caffè al consumo ha registrato un incremento ben superiore a quello di molti altri prodotti alimentari, arrivando a registrare un +21% nel 2025 rispetto all’anno precedente e un +44% rispetto al 2021.

Il grafico mostra come è cambiato nel tempo il prezzo del caffè acquistato nei negozi. Dopo una crescita graduale dal 2022 al 2024, nel 2025 l’aumento è diventato molto più rapido. Anche se il costo di una confezione dipende anche da altri fattori, come la lavorazione e l’imballaggio, possiamo dire che gli aumenti del costo della materia prima sono arrivati a pesare sulle tasche dei consumatori.

Quanto costa un espresso al bar: i prezzi in 19 città

Per capire come è cambiato il prezzo di un espresso al bar, abbiamo confrontato i dati di giugno 2026 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy con quelli dello stesso mese degli anni precedenti.

Nella maggior parte delle 19 città considerate, una tazzina costa oggi tra 1,20 e 1,40 euro. Bolzano resta la città più cara tra quelle esaminate, mentre Catanzaro è la più economica.

Rispetto a giugno 2021, il prezzo è aumentato in tutte le città. In molti casi il rincaro va da 15 a 34 centesimi a tazzina, pari a circa il 15–35%. Gli aumenti sono proseguiti anche nell’ultimo anno: tra giugno 2025 e giugno 2026, nella maggior parte delle città la tazzina è rincarata di altri 3–8 centesimi.

Come il caffè che compriamo per casa, anche la tazzina al bar è rincarata. In entrambi i casi, però, l’aumento del costo della materia prima spiega solo una parte del prezzo che paghiamo.

Quando ordiniamo un espresso, infatti, paghiamo soprattutto un servizio: è così che lo classifica anche il ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel prezzo entrano la gestione del locale, l’affitto, l’energia, le macchine per preparare il caffè e gli altri costi del bar.

Per un espresso servono circa 7 grammi di caffè macinato. Per questo, anche se la materia prima costa di più, il prezzo della tazzina non aumenta necessariamente nella stessa proporzione: quei 7 grammi sono solo una parte di ciò che paghiamo.

Perché aumenta il prezzo della materia prima

Per capire i rincari del caffè bisogna guardare anche a ciò che succede prima che arrivi nei negozi e nei bar. I consumi mondiali sono in crescita: secondo i dati riportati dall?ICO (International Coffee Organization) nella stagione 2025/2026 raggiungono 181 milioni di sacchi (ogni sacco contiene 60 chili di caffè verde).

Se la domanda aumenta, anche la produzione aumenta, ma non sempre riesce a crescere allo stesso ritmo della domanda. I raccolti, inoltre, risentono delle condizioni climatiche nei grandi Paesi produttori, tra cui Brasile e Vietnam. Quando si teme che il caffè disponibile possa diminuire, le quotazioni internazionali possono salire. A rendere i prezzi più instabili contribuiscono anche le operazioni sui mercati finanziari basate sulle previsioni dei raccolti e dei prezzi futuri.

L’indice dell’International Coffee Organization (ICO), che segue il prezzo delle principali varietà di caffè verde, mostra quotazioni ancora soggette a oscillazioni nel 2026, ma stabilizzandosi su valori più che doppi rispetto al 2019. È un dato utile per capire le pressioni sulla filiera, ma non coincide con il prezzo pagato dal consumatore: prima di arrivare in una confezione o in una tazzina, il caffè viene lavorato e distribuito. Il costo dei chicchi è quindi una parte della spiegazione dei rincari, non una misura diretta di quanto debba costare il prodotto finale.

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