Quanto pesa davvero il carrello della spesa sui bilanci delle famiglie italiane? La risposta arriva dalla seconda edizione del Forum del Largo Consumo, promosso da Centromarca e IBC e in programma oggi a Roma, dove industria, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni si confrontano sulle trasformazioni economiche e sociali del settore.
Secondo i dati presentati al Forum, il 70% della spesa media mensile delle famiglie è costituito da spese obbligate. Abitazione e utenze rappresentano da sole il 36% della spesa, quasi il doppio rispetto ad alimentari e bevande, che incidono per il 19%. Seguono i trasporti, con l’11%, e la salute, con il 4%.
Un settore che vale 600 miliardi di euro
Il Forum vuole essere un luogo di confronto tra le diverse componenti del Largo Consumo e le istituzioni, mettendo i dati al centro della discussione attraverso la logica del Data-Driven Dialogue. L’obiettivo è affrontare le principali trasformazioni del settore e individuare priorità e possibili risposte di medio e lungo periodo.
Il Largo Consumo genera 600 miliardi di euro di giro d’affari, 196,7 miliardi di valore aggiunto, pari a quasi il 10% del PIL nazionale, occupa 4,19 milioni di persone e realizza 84,9 miliardi di euro di export. Tra il 2015 e il 2025 il valore aggiunto è cresciuto del 46,5%, mentre l’export ha registrato una crescita del 94,1%.
La rilevanza del comparto emerge anche dalla percezione degli italiani. Secondo la ricerca SWG per Centromarca, il 45% degli italiani considera il Largo Consumo uno dei comparti fondamentali per il futuro economico del Paese. Il settore si colloca subito dopo il turismo, indicato dal 49% degli intervistati, e davanti a Ricerca e Innovazione, al 39%, ed Energia, al 38%.
Tra i temi affrontati dal Forum ci sono quindi il potere d’acquisto, l’evoluzione dei consumi, la crescita del Fuori Casa, la competitività delle PMI e i cambiamenti demografici.
Quanto pesa davvero il carrello della spesa
A mettere in prospettiva il peso della spesa alimentare è un’elaborazione Nomisma su dati ISTAT per Centromarca. Nel 2024 il 70% della spesa media mensile delle famiglie era assorbito da costi obbligati.
La quota maggiore riguarda abitazione e utenze, che rappresentano il 36% della spesa. Alimentari e bevande incidono invece per il 19%, mentre trasporti e salute pesano rispettivamente per l’11% e il 4%.
I dati aiutano quindi a leggere il tema del potere d’acquisto considerando l’intera composizione della spesa familiare e non soltanto il costo del carrello alimentare.
Anche l’andamento dei prezzi offre una chiave di lettura. Tra il 2019 e il 2025 l’aumento cumulato del carrello in Italia è stato del 26,5%, contro il 30,5% della media europea. Per gli alimentari lavorati l’incremento è stato del 26,6% in Italia contro il 31,3% dell’Eurozona, mentre per quelli non lavorati è stato del 31,1% contro il 34,8%. Per i beni per la casa e la persona l’aumento è stato invece del 13,1%, rispetto al 17,6% dell’Eurozona.
Nello stesso periodo le imprese dell’Industria di Marca hanno dovuto affrontare aumenti dei costi di energia, materie prime e logistica. Secondo l’analisi Deloitte sui bilanci delle aziende associate a Centromarca, tra il 2021 e il 2024 l’utile netto è passato dal 5,0% al 4,6%. Gli investimenti in impianti, macchinari e nuove tecnologie sono invece saliti da 1,85 a 2,61 miliardi di euro, con una crescita relativa del 41%.
“Quando parliamo di Largo Consumo parliamo di un settore centrale per l’economia italiana e presente ogni giorno nella vita delle famiglie. Per questo è importante affrontare temi come prezzi e potere d’acquisto partendo dai numeri e tenendo conto di tutti i fattori in gioco. Il Forum vuole essere proprio questo: un luogo nel quale industria, distribuzione, agricoltura, consumatori e istituzioni possano confrontarsi sulle trasformazioni in corso e sulle risposte necessarie per il futuro”, dichiara Francesco Mutti, Presidente di Centromarca.
Gli italiani che cambiano: più anziani e più consumi fuori casa
Il Forum guarda anche ai cambiamenti che stanno modificando le abitudini degli italiani. Nel 2025 gli over 65 rappresentano un italiano su quattro e nel 2045 saranno uno su tre. Nello stesso periodo la popolazione italiana è prevista in diminuzione da 58,9 a 55,9 milioni di persone.
Un altro cambiamento riguarda il Fuori Casa, che nel 2025 ha raggiunto un valore di 102 miliardi di euro. Il contributo del turismo è stimato tra 55 e 65 miliardi, mentre la spesa presenta differenze significative tra Nord e Sud e tra le diverse fasce di reddito.
I cambiamenti demografici, i nuovi stili di vita e la diversa capacità di spesa stanno quindi modificando bisogni e occasioni di consumo, ponendo nuove sfide alle imprese chiamate a interpretare una domanda sempre più articolata.
PMI, crescita e competitività al centro del confronto
La sessione pomeridiana, promossa con IBC, porta al centro del Forum le PMI e le condizioni necessarie per sostenerne crescita, produttività e competitività.
Per il biennio 2026-2027, tra i fattori esterni considerati più importanti dalle medie imprese figurano il miglioramento del contesto economico internazionale, indicato dall’81,7%, la riduzione del costo degli input produttivi, al 55,6%, la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, al 40,7%, e la riduzione delle barriere commerciali e del protezionismo, al 34,3%. Seguono la maggiore disponibilità di forza lavoro e la semplificazione burocratica.
Indicazioni che trovano riscontro anche nell’opinione pubblica. Secondo SWG, alla domanda su quale dovrebbe essere la priorità della politica per la filiera del Largo Consumo, il 32% degli italiani indica la riduzione dei costi strutturali che incidono sulla competitività, mentre il 20% indica la riduzione degli oneri burocratici e amministrativi.
Accanto ai fattori esterni, ci sono anche leve interne sulle quali le imprese possono intervenire, dalla digitalizzazione all’efficienza, passando per la collaborazione tra aziende e il ricambio generazionale. Un esempio riguarda la logistica: la mancata collaborazione genera costi stimati in oltre 200 milioni di euro.
“Le PMI sono una componente fondamentale del tessuto industriale italiano. La loro capacità di crescere dipende da condizioni esterne più favorevoli, ma anche dalla possibilità di innovare, aumentare la produttività e lavorare in modo più integrato con gli altri attori del mercato. Portare questi temi al Forum significa trasformare le esigenze delle imprese in un confronto concreto con le istituzioni sulle condizioni necessarie per competere e crescere”, dichiara Flavio Ferretti, Presidente IBC.
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