Mar. Lug 21st, 2026

Pesto Barilla segue la filiera del basilico dal campo al vasetto per la sicurezza nel piatto

Barilla racconta il proprio modello di sicurezza alimentare, fondato su un approccio preventivo supportato da circa 650.000 analisi ogni anno su materie prime e materiali di confezionamento, più di una al minuto. Un impegno che coinvolge 250 risorse dedicate che presidiano ogni fase della filiera. La filiera del Pesto Barilla è un esempio concreto di come questo modello prenda forma nella realtà quotidiana: ogni anno più di 10.000 tonnellate di basilico arrivano nello stabilimento di Rubbiano, grazie all’Accademia del Basilico, programma con cui Barilla investe nella formazione degli agricoltori partner e nella diffusione di pratiche agricole avanzate e sostenibili. L’Accademia del Basilico fa parte del programma Barilla Sustainable Farming, che ha coinvolto 6.835 agricoltori.

Un sistema costruito sulla prevenzione

Molto prima che il cibo arrivi in tavola, passa attraverso il lavoro di agricoltori che osservano le condizioni nei campi, ricercatori che studiano i rischi delle colture, tecnologi che analizzano i dati e risorse dedicate che presidiano ogni fase della filiera. Le analisi effettuate ogni anno su materie prime e materiali di confezionamento sono l’espressione più concreta di questo approccio: ogni ingrediente viene valutato attraverso protocolli di controllo e analisi del rischio, con attenzione ai fattori climatici, agronomici e logistici che possono influenzarne qualità e sicurezza. Nelle colture cerealicole, variabili come temperatura, umidità e precipitazioni possono favorire lo sviluppo di contaminanti naturali come le micotossine, ed è per questo che Barilla utilizza modelli predittivi e strumenti digitali avanzati capaci di anticipare i rischi e supportare decisioni tempestive. La trasformazione digitale è diventata un alleato strategico: i dati raccolti lungo la filiera vengono analizzati e trasformati in informazioni utili per migliorare processi e capacità di risposta, rendendo la conoscenza accessibile e condivisa all’interno dell’organizzazione.

La filiera del basilico

La filiera del Pesto Barilla prende forma nei campi, insieme agli agricoltori partner. Con questi obiettivi è nata l’Accademia del Basilico, programma formativo sviluppato con Dinamica, ente di formazione agroalimentare certificato in Emilia-Romagna, e con il supporto di Open Field. Attraverso sessioni teoriche e attività sul campo, gli agricoltori vengono accompagnati nell’adozione di pratiche avanzate: dalla salute del suolo alla gestione integrata delle problematiche fitosanitarie, dalla selezione varietale agli strumenti dell’Agricoltura 4.0 che consentono interventi mirati lungo il ciclo produttivo. Questo modello di collaborazione fa parte del programma Barilla Sustainable Farming, sviluppato nel corso di decenni per filiere strategiche come grano duro, grano tenero, segale e basilico, coinvolgendo 6.835 agricoltori. Un modello di lungo periodo che punta a rafforzare la resilienza della filiera e valorizzare il ruolo di chi lavora la terra, favorendo continuità produttiva, innovazione e condivisione delle competenze, con la certificazione di terza parte ISCC PLUS come ulteriore elemento di solidità e trasparenza.

Rubbiano, tecnologia al servizio della sicurezza

Nel cuore della Food Valley italiana, lo stabilimento di Rubbiano è il luogo in cui le oltre 10.000 tonnellate annue di foglie di basilico diventano pesto, attraverso processi progettati per garantire elevati standard qualitativi e di sicurezza. Le materie prime vengono acquistate intere per preservarne l’integrità e ridurre i rischi di contaminazione, mentre una sala di controllo centrale supervisiona in tempo reale il funzionamento degli impianti e il rispetto dei parametri produttivi. Trattamenti termici specifici garantiscono la sicurezza microbiologica di ogni prodotto, e il confezionamento aggiunge ulteriori livelli di verifica: sistemi automatici controllano la corretta sigillatura dei vasetti, tecnologie a raggi X ne verificano l’integrità e sistemi di visione ottica identificano eventuali anomalie nelle etichette, contribuendo alla corretta gestione delle informazioni sugli allergeni. Il laboratorio interno completa il percorso con analisi microbiologiche costanti su ogni lotto, perché nessun vasetto lasci lo stabilimento senza aver superato tutti i controlli previsti.

Sicurezza e sostenibilità

Il modello produttivo di Rubbiano dimostra come sicurezza alimentare e sostenibilità possano evolvere insieme: lo stabilimento rientra nel sistema di gestione certificato ISO 14001 e ISO 50001 adottato dal Gruppo e, dal 2008, utilizza energia elettrica interamente coperta da Garanzie di Origine provenienti da fonti rinnovabili.

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