O’Ste Birra Artigianale e Birra Low Profile rafforzano la loro collaborazione con il lancio di due nuove referenze che raccontano una visione condivisa della birra artigianale fatta di ricerca, contaminazione stilistica e sperimentazione continua. Nascono così Beta Test #0, una India Pale Lager, e Glitch Sour #1, una Catharina Sour che interpreta in chiave contemporanea uno degli stili più interessanti del panorama brassicolo internazionale.
Il progetto rappresenta l’incontro tra due realtà accomunate dalla volontà di innovare senza perdere la propria identità. Da una parte l’attenzione al territorio e alla bevibilità che caratterizza O’Ste Birra Artigianale, dall’altra l’approccio creativo e contemporaneo di Birra Low Profile. Il risultato è una collaborazione che punta a esplorare nuovi linguaggi produttivi e comunicativi, dando vita a birre originali e riconoscibili.«Con questi due progetti abbiamo voluto lavorare su un’idea di sperimentazione continua, proprio come avviene nel mondo digitale», spiega Stefano Avanzo, fondatore di O’Ste Birra Artigianale.
Una visione condivisa anche da Nicholas Barbesin di Birra Low Profile, che sottolinea come Beta Test #0 e Glitch Sour #1 rappresentino tappe di un percorso in costante evoluzione, dove ogni nuova release diventa un’occasione per affinare idee, ricette e approcci creativi.
Beta Test #0 è una India Pale Lager da 5,4% vol. che unisce la pulizia tipica delle basse fermentazioni a un profilo aromatico moderno dominato dal luppolo. Le note agrumate e tropicali emergono con decisione, accompagnate da leggere sfumature erbacee che contribuiscono a rendere la bevuta fresca, equilibrata e particolarmente scorrevole. Il nome richiama volutamente il concetto di versione preliminare: un punto di partenza destinato a evolversi nel tempo attraverso nuove interpretazioni e affinamenti.
Glitch Sour #1, proposta in lattina da 330 ml e con una gradazione alcolica del 4,9%, è invece una reinterpretazione dello stile brasiliano Catharina Sour. La sua personalità si costruisce attorno a un’acidità controllata e piacevolmente rinfrescante, arricchita da intense note di ananas e mango che ne amplificano il carattere tropicale e la bevibilità.
Il concetto di “glitch”, mutuato dal linguaggio digitale, diventa metafora di un’imperfezione creativa capace di trasformarsi in elemento distintivo e occasione di innovazione.A rendere ancora più riconoscibile il progetto contribuisce l’universo visivo sviluppato per le due etichette. Le grafiche si ispirano apertamente al mondo del gaming e dell’estetica digitale, utilizzando riferimenti alla pixel art, alle interfacce dei videogiochi vintage, ai codici di sistema e alle distorsioni visive che caratterizzano l’immaginario tecnologico degli anni Ottanta e Novanta.
Il richiamo al concetto di “beta test” rimanda alle fasi di sviluppo dei videogiochi, quando un prodotto viene rilasciato in una versione non definitiva per essere migliorato grazie all’esperienza degli utenti. Allo stesso modo, Beta Test #0 nasce come una ricetta aperta all’evoluzione. Il termine “glitch”, invece, identifica un’anomalia che altera temporaneamente il sistema e che, nel mondo brassicolo, viene reinterpretata come simbolo di contaminazione, libertà creativa e superamento delle convenzioni.
Con Beta Test #0 e Glitch Sour #1, O’Ste Birra Artigianale e Birra Low Profile aggiungono un nuovo capitolo al proprio percorso, confermando la volontà di utilizzare le collaborazioni come strumento di innovazione e crescita. Due birre che uniscono qualità, personalità e sperimentazione, esplorando nuovi stili e nuovi linguaggi senza rinunciare al piacere della condivisione e del divertimento che da sempre caratterizzano la cultura della birra artigianale.

