Entusiasmo e orgoglio hanno accompagnato l’anteprima del Prosecco della storia. Ad accogliere gli ospiti e stappare la prima bottiglia sono stati Rosanna Carpenè, Presidente della Carpenè-Malvolti, insieme al Sindaco di Conegliano Fabio Chies, a Olga Rilampa, Consigliere della Provincia di Treviso con deleghe a pari opportunità, contrasto alla violenza di genere, politiche di inclusione e integrazione, e a Gaia Corsello, studentessa dell’Istituto di Viticoltura ed Enologia G.B. Cerletti e Medaglia d’Oro Antonio Carpenè 2026.

L’anteprima del “Revival 1924”
Nella giornata dedicata alla 34ma edizione di Cantine Aperte organizzata dal Movimento Turismo del Vino, Carpenè-Malvolti ha presentato ufficialmente la prima bottiglia prodotta di “Revival 1924 Conegliano Prosecco Superiore DOCG Millesimato Brut”.
È stato un momento simbolico e particolarmente significativo, poiché il progetto propone una speciale cuvée che rende omaggio alla prima etichetta in cui comparve il termine Prosecco, commercializzata dalla Cantina già nel 1924. L’etichetta riportava infatti, insieme alla nuova denominazione “Prosecco”, anche la dicitura “Vino Pregiato Amabile dei Colli di Conegliano”, per indicare con precisione l’areale di produzione del vitigno e affermare il Prosecco come ambasciatore di Conegliano, luogo da cui è partita la sua storia con Carpenè-Malvolti.
La bottiglia di “Millesimato Brut” è dedicata al Fondatore Antonio Carpenè, cui si deve lo studio e la sperimentazione del metodo di spumantizzazione del Prosecco Metodo Carpenè. Questo Prosecco Superiore DOCG Brut è ottenuto da uve Glera (100%) con seconda lunga fermentazione da vino proveniente esclusivamente dalle colline intorno a Conegliano, presa di spuma con lieviti particolari e lunga permanenza in piccole autoclavi orizzontali. Un vino spumante, il Conegliano DOCG, che afferma terroir e identità.
Documenti storici, utensili antichi e pubblicità d’epoca
Oltre alle visite guidate nella “1868 Gallery”, i visitatori hanno potuto ammirare l’esposizione di documenti storici e antichi utensili da lavoro, insieme a una selezione di pubblicità apparse fin dal 1881 sulla stampa locale e dal 1894 su quella nazionale. Un percorso che, oltre a evidenziare la lungimiranza della famiglia Carpenè, racconta la storia della società.
I visitatori, oltre alle degustazioni – tra cui il Glera ancora prima della spumantizzazione – hanno potuto osservare anche parte della mostra allestita dalla Scuola Enologia per il 150mo anniversario della sua fondazione, con foto e scritti che ripercorrono una storia che ha trasformato il territorio e la sua economia, divenuta nel 2019 Patrimonio Unesco, un risultato fortemente voluto da Antonio Carpenè, fondatore della cantina.

