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Ven. Mag 8th, 2026

Campari prevede un incrementando negli investimenti in pubblicità e promozione

Simon Hunt

Il Consiglio di Amministrazione di Davide Campari‑Milano N.V. ha approvato le vendite del primo trimestre al 31 marzo 2026, confermando un avvio d’anno solido. Il Gruppo registra una crescita organica delle vendite nette pari al +2,9%, sostenuta da trend positivi nelle brand house e nelle principali aree geografiche, con crescita in 18 mercati e un’ottimizzazione delle scorte negli Stati Uniti sui brand non prioritari. Le vendite totali si attestano a 643 milioni di euro, in calo del -3,4% per effetto perimetro (-2,2%) e cambi (-4,1%).

Le parole del Chief Executive Officer

“Abbiamo iniziato il 2026 con una performance solida nel trimestre più contenuto, grazie all’implementazione della strategia focalizzata su un minor numero di iniziative, ma di maggiore impatto strategico. Nonostante il contesto operativo sfidante, abbiamo aumentato quote di mercato in quasi tutti i nostri principali mercati a livello globale, in particolare sui brand prioritari. Allo stesso tempo, i nostri investimenti nei brand e nella pipeline di innovazione stanno progredendo positivamente in vista del picco stagionale. Questo solido avvio ci consente di confermare la nostra guidance per il 2026.” dichiara Simon Hunt, Chief Executive Officer.

Andamento delle vendite in Europa

In Europa, che rappresenta il 43% delle vendite del Gruppo, le vendite crescono del +1,9%, trainate dal Regno Unito e dai mercati core di Italia e Germania. In Francia il trend risente di una base di confronto elevata su Campari, mentre Aperol e i vini spumanti continuano a registrare una crescita solida. La franchise Aperol contribuisce in modo significativo, insieme all’espansione di Espolòn, Crodino e Courvoisier.

Nord America in crescita organica del +2,2%

In Nord America, pari al 38% delle vendite del Gruppo, la crescita organica è del +2,2%. Negli Stati Uniti la performance è positiva, guidata da Aperol e da Espolòn, in particolare nella variante Blanco. L’ottimizzazione delle scorte, la diversa tempistica della disponibilità di Wild Turkey e la debolezza del cognac hanno parzialmente compensato la crescita. La Giamaica registra un incremento mid‑single digit grazie a Wray & Nephew Overproof, mentre il resto della regione contribuisce positivamente, con l’eccezione del Messico.

Mercati in via di sviluppo in forte accelerazione

Nei mercati in via di sviluppo, pari al 12% delle vendite del Gruppo, la crescita organica raggiunge il +12,7%, con trend positivi diffusi e contributi significativi da Brasile e Argentina. Aperol guida la crescita in Brasile, mentre SKYY Cosmic continua a performare in Argentina. La franchise Aperol cresce in 20 paesi in fase di sviluppo.

Asia Pacifico e Global Travel Retail

In Asia Pacifico e GTR, pari al 7% delle vendite del Gruppo, le vendite calano del -1,6%, interamente attribuibile al -13,5% del canale Global Travel Retail, impattato da eventi geopolitici. APAC cresce del +1,9%, con un andamento positivo in Australia grazie alla crescita a doppia cifra di Aperol ed Espolòn, parzialmente compensata dal calo di Wild Turkey RTD. Cina, India e i mercati in partnership registrano una crescita solida.

Guidance 2026 confermata

Il Gruppo conferma l’outlook 2026, prevedendo una sovraperformance rispetto al settore e un ritmo di crescita organica in linea con il 2025, pari a circa il 3%. Il margine EBIT‑rettificato è atteso in aumento in termini organici, con una maggiore contribuzione nella seconda metà dell’anno. Il margine lordo beneficerà di impatti favorevoli sul costo del venduto, parzialmente compensati da dazi stimati in circa 30 milioni di euro.

Investimenti, portafoglio e leva finanziaria

Il Gruppo prevede di non scendere a compromessi sugli investimenti nei marchi, ma di realizzare un ulteriore incremento degli investimenti in pubblicità e promozione (A&P), mantenendo un forte focus sulla qualità delle attivazioni nel canale on‑premise. Prosegue inoltre il programma di contenimento dei costi, con un risparmio stimato di circa 70 punti base nel 2026 e 200 punti base complessivi entro il 2027.

È previsto un effetto perimetro negativo di circa 70 milioni sulle vendite nette e 30 milioni sull’EBIT‑rettificato, legato alle cessioni di brand non prioritari. L’effetto cambio rimane soggetto all’andamento delle valute, con un impatto negativo atteso principalmente dal dollaro americano.

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