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Mer. Mag 20th, 2026

Earth Overshoot Day. La cementificazione in Italia mangia 23 ettari di suolo fertile al giorno



La cementificazione dei terreni fertili, con una perdita di 23 ettari al giorno, riduce drasticamente la capacità produttiva agricola e i servizi ecosistemici, accelerando il momento in cui l’Italia esaurisce le risorse naturali disponibili nell’anno. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti su dati Ispra in occasione dell’Earth Overshoot Day 2026, che per il nostro Paese cade il 3 maggio: tre giorni prima rispetto al 2025 e ben sedici rispetto al 2024. Una data che certifica l’esaurimento delle risorse rinnovabili, con alimentazione e trasporti tra i settori più impattanti.

La sostituzione dei terreni agricoli con il cemento azzera la produzione locale e costringe a importazioni più energivore. Il suolo sigillato perde inoltre la capacità di assorbire CO₂, regolare le acque e mantenere la biodiversità, aumentando la dipendenza da risorse fossili e dall’estero. Nel 1970 la superficie agricola totale superava i 250mila km quadrati, pari all’83% del territorio nazionale; oggi è scesa sotto i 165mila, il 55%, secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat.

Lo spreco alimentare pesa quanto la perdita di suolo


A peggiorare il quadro contribuisce lo spreco alimentare. Secondo l’ultimo rapporto Waste Watcher, elaborato da Coldiretti, in Italia finiscono nella pattumiera circa 1,7 miliardi di chili di cibo all’anno, con effetti pesanti su economia, sostenibilità e ambiente, tra consumi energetici e gestione dei rifiuti. La frutta è l’alimento più sprecato, con quasi 1,2 chili a testa all’anno, seguita da verdure, pane, insalata, cipolle e tuberi.

Campagna Amica in prima linea contro gli sprechi


Coldiretti definisce lo spreco un problema etico ed economico e porta avanti iniziative di sensibilizzazione attraverso la rete di Campagna Amica, la più grande realtà italiana di fattorie e farmers’ market. L’obiettivo è sostenere le produzioni locali, ridurre l’impatto dei trasporti e offrire alle famiglie prodotti più freschi e duraturi, contribuendo così al contenimento degli sprechi e alla tutela delle risorse naturali.

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