Molino Pasini sviluppa un percorso tra prodotto, cultura e racconto che trova nel “Bar Italia” la sua espressione più visibile. A Tuttofood, in programma a Milano dall’11 al 14 maggio a Rho Fiera (Pad. 8 stand A03), l’azienda porta una riflessione sul bar come luogo capace di raccontare il modo di vivere italiano. Non è un ristorante, non è la cucina di casa: è uno spazio quotidiano attraversato da gesti semplici e ripetuti, dal caffè al banco alla brioche del mattino, dalla pausa veloce alla conversazione breve. Un luogo informale e trasversale dove si sono consolidati rituali e consumi che hanno reso riconoscibile nel mondo il vivere all’italiana. Da qui parte il nuovo percorso di Molino Pasini, che dopo aver definito la propria identità con “Proud to be Pasini” amplia oggi lo sguardo con “Proud to be Italian”, una riflessione sulla quotidianità come sistema culturale.
Il bar come racconto del Paese
All’interno di questo percorso, il bar diventa il punto di partenza. È un luogo democratico, dove convivono tempi, persone e occasioni diverse. Uno spazio conviviale in cui la farina è sempre presente, anche quando non si vede: nella brioche, nel panino, nella pizza consumata in piedi. Per raccontare questo immaginario da Nord a Sud, Molino Pasini ha scelto lo sguardo di Matteo Capirola e Gnambox in un progetto di narrazione dedicata ai canali social, che prende forma prima di Tuttofood e proseguirà fino all’estate, culminando con la narrazione napoletana di Pasquale Monda. Un racconto fatto di luoghi reali, dettagli, atmosfere e gesti che caratterizzano la quotidianità: bar di provincia, incontri, architetture, riti immutati, interni vissuti. Una sequenza di frammenti che restituisce un’Italia quotidiana, elegante senza ostentazione. Negli ultimi anni Molino Pasini ha lavorato per ridefinire il ruolo della farina, da commodity a elemento centrale nella costruzione della qualità.
Proud to be Italian e il ruolo del bar
“‘Proud to be Pasini’ nasce da questa consapevolezza, dal valore del nostro saper fare”, afferma Gianluca Pasini, AD di Molino Pasini. “Con ‘Proud to be Italian’ abbiamo iniziato a osservare il contesto in cui questa qualità prende forma. Non vive solo nel prodotto, ma nei gesti quotidiani, nei luoghi, nelle abitudini”. Da qui il bar assume un ruolo centrale. “Non lo abbiamo scelto per la sua iconicità, ma per la sua capacità di restituire, in modo immediato, un sistema culturale diffuso. ‘Bar Italia’ è la sintesi di questo percorso: un modo per rendere leggibile ciò che esiste già”, continua Pasini, sottolineando come anche la farina, all’origine di molti di questi gesti, sia parte attiva del racconto.
Uno spazio che interpreta un immaginario
Questo sguardo trova una traduzione nello spazio progettato per Tuttofood (Pad. 8 – Stand A03). Non una scenografia, ma un ambiente che richiama immediatamente l’immaginario del bar italiano come luogo di relazione, ritmo e consumo. All’interno di questo contesto, la proposta gastronomica si sviluppa in continuità con il racconto: pasta, pizza e altre espressioni di un’origine comune. In questo quadro si inserisce il lancio della nuova referenza Molino Pasini per la Linea Pizzeria, La Romana, presentata in occasione di Tuttofood. Una farina di tipo 00 sviluppata per interpretare le diverse espressioni della tradizione romana, dalla pizza tonda alla pala e alla teglia, oggi sempre più centrali nel panorama della pizzeria. Il progetto nasce dall’osservazione delle esigenze operative dei professionisti, in particolare nella gestione di impasti a freddo e panetti di piccola grammatura, dove precisione, facilità di lavorazione e continuità di risultato sono determinanti.
La Romana, farina dedicata alla tradizione
Dal punto di vista tecnico, La Romana garantisce una stesura fluida e controllata, un equilibrio dell’impasto che favorisce un’alveolatura regolare e una croccantezza sottile e asciutta in cottura, tipica della pizza romana. La formulazione assicura stabilità durante tutte le fasi di lavorazione e si adatta a diverse applicazioni e livelli di idratazione, configurandosi come una soluzione trasversale. Più che una nuova referenza, rappresenta un’evoluzione progettuale della gamma Molino Pasini, pensata per dialogare con un linguaggio tecnico preciso e contemporaneo.
Il bar nel bicchiere e nella tazzina
A rafforzare il racconto contribuisce la collaborazione con lo storico marchio Spumador, brand di Refresco Italia S.p.A., parte dell’immaginario dei consumi italiani tra gli anni Sessanta e Novanta. Spuma Nera 1938, Spuma Bianca, Cedrata, Chinotto e Ginger tornano così a occupare il loro posto naturale: non semplici bevande, ma presenze familiari, parte di un rito condiviso. A completare il racconto si inserisce la collaborazione con la torrefazione Mokaflor di Firenze, realtà storica fondata nel 1950 e guidata dalla famiglia Bernini. Il caffè, nel bar italiano, non è solo un gesto che apre o chiude la giornata: è un ritmo che attraversa il quotidiano. La presenza di Mokaflor all’interno di “Bar Italia” rafforza questa lettura, riportando il caffè alla sua dimensione più autentica, espressione di una filiera e di un sapere che si intrecciano con quelli della farina.
Mugnaio Magazine Issue #14
Questo sguardo trova una sua espressione compiuta nel nuovo numero del Mugnaio Magazine, in uscita in occasione di Tuttofood e giunto alla quattordicesima edizione. Più che una pubblicazione, Mugnaio Magazine è il luogo in cui Molino Pasini costruisce il proprio pensiero e lo restituisce in forma visiva e narrativa. Il numero #14, “All’Italiana – Mangiare in Italia: istruzioni per l’uso”, si inserisce in continuità con il progetto “Bar Italia” e ne sviluppa i contenuti. La cover, un bar attraversato da persone, gesti e relazioni, sintetizza visivamente il progetto. All’interno, il cibo emerge come linguaggio condiviso, fatto di lessico, rituali e abitudini. Il progetto di art-direction è curato da Lissoni Graphx, con illustrazioni di Gianluca Biscalchin.

