È una Pasqua segnata dall’incertezza per le famiglie italiane, tra conti da far quadrare e una primavera che tarda ad arrivare. Secondo le stime del Centro Studi, la spesa complessiva raggiungerà 1,7 miliardi di euro, +13% sul 2025. Un aumento solo apparente: a crescere sono i prezzi, mentre i consumi arretrano. Il 60% degli italiani dichiara infatti che ridurrà gli acquisti al minimo indispensabile.
Le cause: caro energia, benzina e instabilità globale
A comprimere la propensione alla spesa concorrono caro carburanti, rincari energetici e prezzi alimentari già stabilizzati su livelli elevati. A questo si aggiunge un clima di incertezza internazionale che pesa sulle decisioni delle famiglie.
La tavola resta italiana, ma più sobria
Nonostante le difficoltà, due tavole su tre saranno imbandite in casa, con agnello e capretto protagonisti del menu. Il comparto ittico registra invece un forte calo: –25% tra caro gasolio e maltempo. Resistono i grandi classici: salumi, formaggi, vini, spumanti e ortofrutta nazionale.
Dolci pasquali: consumi stabili, ma confezioni più piccole
Stabili le vendite di uova di cioccolato (26 milioni) e colombe (21 milioni), ma con un trend chiaro: pesi ridotti e prezzi più alti. La pastiera si conferma la regina del carrello dei dolci.
Un’Italia sempre più polarizzata
La fotografia dei consumi mostra un Paese diviso: – 10 milioni di italiani in condizioni di povertà non prevedono alcun menu speciale; – 9 milioni saranno in viaggio; – 8,5 milioni sceglieranno ristoranti e agriturismi; – una fascia più ristretta potrà permettersi tavole delle feste senza compromessi.

