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Mer. Mar 11th, 2026

Regione Emilia‑Romagna si racconta a Vinitaly con tante iniziative e due format by Carlo Cracco

Michele de Pascale.
Michele de Pascale.

La Regione Emilia‑Romagna si presenta a Vinitaly 2026 con una collettiva più ampia e strutturata: 90 espositori (+13% sul 2025), 16 masterclass, due format firmati dallo chef Carlo Cracco e uno stand completamente rinnovato. Dal 12 al 15 aprile, il Padiglione 1 di Veronafiere diventerà il palcoscenico del racconto corale di un territorio che mette in rete istituzioni, consorzi, produttori e sistema turistico.

L’obiettivo è rafforzare il posizionamento dei vini regionali e valorizzare un ecosistema agroalimentare unico, fondato sulle Indicazioni geografiche e sulla Food Valley, forte di 44 Dop e Igp – presto 45 con l’arrivo dell’Erbazzone Reggiano Igp – che alimentano la Dop economy regionale.

“L’Emilia‑Romagna arriva a Vinitaly con la forza della propria identità e di un territorio che sa fare squadra”, afferma il presidente Michele de Pascale. La Dop economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare da 37 miliardi che rappresenta la seconda voce dell’export regionale con 10 miliardi.

Accanto alla promozione, la Regione ribadisce un approccio basato su responsabilità e consumo consapevole, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e mutamenti nei consumi. Sul fronte degli investimenti, vengono potenziate le risorse per la competitività, l’internazionalizzazione e la valorizzazione delle produzioni a Indicazione geografica nei mercati extra‑UE.

La cucina stellata sarà ancora protagonista del padiglione: dopo Massimo Bottura, nel 2026 il testimone passa a Carlo Cracco, presente con due format – il ristorante “Cracco a Vinitaly” e la “Piadineria VistaMare”, omaggio alla piadina romagnola. “La grande cucina cresce quando condivide e quando un territorio diventa protagonista”, commenta Cracco.

Bottura ricambia: “Carlo è un amico vero e un grande interprete dell’Emilia‑Romagna, una terra che continua a generare sogni”.

Vinitaly 2026 diventa così un’occasione strategica per consolidare il ruolo dei vini emiliano‑romagnoli sui mercati globali e rafforzare l’integrazione tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale.

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