Notizie
Gio. Mar 12th, 2026

NaturaSì presenta la campagna “Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra”

Spazio Sette, Roma – Gli agricoltori biologici non producono solo cibo: generano aria, acqua e suolo puliti, tutelano la biodiversità, contrastano il cambiamento climatico e preservano i paesaggi agricoli. In altre parole, offrono servizi ecosistemici essenziali per il Pianeta e per i cittadini. Un lavoro che, secondo NaturaSì, deve essere riconosciuto anche economicamente.

Da anni istituzioni nazionali e internazionali discutono di come misurare e valorizzare questi servizi. NaturaSì ha scelto di farlo concretamente, rendendo trasparente il contributo aggiuntivo riconosciuto agli agricoltori per la tutela della Terra. Un esempio: per l’insalata, il costo di produzione è 1,33 €/kg, ma NaturaSì paga 2 €/kg, riconoscendo 0,67 € come compenso per i servizi ecosistemici generati dal metodo biologico.

Per portare questo messaggio all’attenzione dell’opinione pubblica, oggi viene presentata la campagna “Il giusto prezzo del cibo per la salute dell’uomo e della Terra”, con la partecipazione di:

  • Francesco Marangon, Università di Udine
  • Fabio Brescacin, Presidente NaturaSì
  • Luca Niro, azienda agricola Posta Faugno
  • Gianluca De Nardi, Responsabile Sostenibilità EcorNaturaSì
  • Helmy Abouleish, CEO del progetto Sekem (Egitto), vincitore del premio UNEP “Eroi della Terra” 2024

Dal prezzo trasparente al valore ecosistemico

Dopo la campagna 2025 sul prezzo trasparente, NaturaSì compie un passo ulteriore: separare il prezzo del prodotto dal compenso per i servizi ecosistemici.

«Abbiamo voluto rendere evidente il contributo che riconosciamo agli agricoltori per la fertilità del suolo, la biodiversità, la tutela del paesaggio», spiega Fabio Brescacin.

La campagna coinvolgerà 350 negozi NaturaSì e si concentra anche sul prezzo dei finocchi: a fronte di un costo di produzione di 1,25 €/kg, NaturaSì paga 1,80 €/kg, riconoscendo 0,55 € per i servizi ecosistemici.

Perché è necessario? I numeri degli ecosistemi

Gli studi internazionali confermano il valore enorme dei servizi ecosistemici:

  • secondo Robert Costanza, il loro valore globale supera il doppio del PIL mondiale
  • stime recenti parlano di 150 mila miliardi di dollari
  • in Italia, valgono 71,3 miliardi di euro l’anno (Ecological Indicators)

Molte province italiane hanno già perso fino al 7,5% della capacità di protezione dagli eventi estremi e il 9,5% della capacità di assorbire inquinanti. ISPRA segnala inoltre che la perdita di biodiversità aumenta il rischio di diffusione di malattie per uomo, animali e colture.

Un cambio di consapevolezza

«L’oleoturismo è un esempio di come l’agricoltura possa rigenerare territori e comunità», afferma David Granieri (Unaprol/Coldiretti). «Gli agricoltori non vendono solo un prodotto, ma un’esperienza di civiltà».

Per Michele Sonnessa (Città dell’Olio), «serve un’offerta strutturata che valorizzi paesaggio, biodiversità e cultura agricola».

Roberta Garibaldi sottolinea come «l’olio e l’agricoltura sostenibile siano strumenti di rigenerazione rurale e di connessione tra comunità e visitatori».

L’obiettivo della campagna

Sensibilizzare i cittadini sul vero valore del cibo biologico, mostrando come dietro ogni prodotto ci siano servizi ecosistemici fondamentali per l’ambiente e la società. Un approccio in linea con il metodo internazionale del True Cost of Food e con i sistemi di Pagamenti per i Servizi Ecosistemici (PES), sempre più diffusi nel mondo.

Related Post