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Sab. Feb 14th, 2026

Riso Gallo vince il premio Mario Preve all’evento “Riso che Sostiene”

Riso Gallo, tra le più grandi riserie d’Europa e tra le più antiche realtà industriali del comparto risicolo italiano, ha incontrato la comunità agricola in occasione della terza edizione de Il Riso che Sostiene, un momento di confronto dedicato alle profonde trasformazioni che stanno interessando il settore. Un contesto complesso, caratterizzato da una crescente pressione climatica, dalla volatilità dei costi produttivi e da nuove sfide normative, che rende sempre più centrale il ruolo dell’innovazione e dell’adozione di pratiche sostenibili come strumenti concreti per garantire un futuro duraturo e redditizio alle aziende agricole.

L’incontro, ospitato presso il Teatro Municipale di Casale Monferrato, è stato anche l’occasione per la cerimonia di consegna della terza edizione del Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile. Durante l’evento sono state premiate le aziende aderenti alla comunità della Carta del Riso che si sono distinte per l’impegno e i risultati raggiunti in ambito di sostenibilità, diventando esempi virtuosi e punti di riferimento per l’intero settore.

Accanto a Riso Gallo, hanno preso parte all’iniziativa partner di primo piano come Credem, Water & Life Lab, SATA, Syngenta, BASF, xFarm Technologies e Deutz Fahr, contribuendo a un dialogo articolato che ha messo in relazione visione strategica, strumenti operativi e innovazione di filiera.

Consapevolezze e freni per la comunità del riso: la survey di Riso Gallo

L’obiettivo primario dell’evento, così come dell’impegno portato avanti da Riso Gallo da oltre dieci anni, è quello di ampliare la conoscenza degli agricoltori sui temi dell’agricoltura rigenerativa e di renderne concreti e misurabili i benefici. I risultati emersi dalla survey condotta con il supporto di dss+ evidenziano come una parte significativa del percorso sia già stata compiuta. Oltre il 23% delle aziende agricole coinvolte dichiara infatti di avere una conoscenza approfondita del tema e di star sperimentando pratiche rigenerative in azienda, mentre un ulteriore 4% afferma di applicarle stabilmente da tempo. Allo stesso tempo, però, il 14% delle aziende segnala un livello di conoscenza ancora insufficiente, un dato comunque inferiore al benchmark di settore che si attesta al 21%.In un contesto in cui il 53% delle aziende agricole individua nel cambiamento climatico – con fenomeni come siccità e grandinate – uno dei principali fattori di rischio, l’aspetto economico assume un peso ancora maggiore. In particolare, la volatilità dei costi produttivi, legata a fertilizzanti ed energia, viene indicata dal 69% delle aziende come uno degli elementi più rilevanti per l’andamento dell’attività. Non sorprende quindi che i principali ostacoli all’introduzione di pratiche sostenibili o rigenerative siano di natura economica: il 61% delle aziende segnala la mancanza di un incentivo economico alla vendita, il 59% teme una riduzione di redditività e rese nel breve periodo e il 34% evidenzia l’assenza di adeguati finanziamenti pubblici.

Sostenibilità e redditività: la lettura economicaIn questo scenario, in cui la spinta verso modelli produttivi più sostenibili deve necessariamente confrontarsi con la loro fattibilità economica, il tema della redditività diventa centrale. La sostenibilità come leva economica è stata approfondita attraverso un’analisi economico-finanziaria dedicata all’adozione di pratiche rigenerative nella risicoltura, presentata da Vitaliano Fiorillo, Director dell’Invernizzi AGRI Lab di SDA Bocconi. L’analisi evidenzia come, se valutate attraverso strumenti manageriali adeguati, come il concetto di Costo Totale di Utilizzo, queste pratiche possano generare benefici non solo ambientali ma anche economici, contribuendo a ridurre l’esposizione alla volatilità dei costi energetici, a migliorare la salute del suolo e a rafforzare la resilienza complessiva delle aziende agricole.

A frenare maggiormente le scelte degli agricoltori resta tuttavia il costo del cambiamento dei processi produttivi. Secondo le analisi dell’Invernizzi AGRI Lab di SDA Bocconi, una delle soluzioni più efficaci e di più semplice introduzione consiste nell’aumentare progressivamente l’utilizzo di fertilizzanti organici, in sostituzione parziale – ma non totale – di quelli di sintesi.

Oltre ai benefici ambientali e agronomici già ampiamente riconosciuti, come il miglioramento della salute del suolo e la riduzione dell’impronta carbonica, l’analisi mette in luce come, se valutati con strumenti adeguati, i fertilizzanti organici possano offrire vantaggi significativi anche dal punto di vista economico-finanziario.Soluzioni operative per la transizione della filieraIl contributo dei biostimolanti alla transizione della filiera può rivelarsi strategico a supporto della produttività agricola, come illustrato da Marco Rosso, Vice President di EBIC – European Biostimulants Industry Council. Si tratta di un settore in rapida evoluzione, oggi regolamentato a livello europeo e sempre più fondato su solide evidenze scientifiche, in grado di migliorare l’efficienza nell’uso dei nutrienti, aumentare la tolleranza agli stress abiotici e innalzare la qualità delle colture, in piena coerenza con gli obiettivi dell’agricoltura rigenerativa.«Crediamo che la sostenibilità, per essere davvero efficace, debba essere anche economicamente sostenibile», ha dichiarato Riccardo Preve, Consigliere Delegato di Riso Gallo. «Come azienda sentiamo il dovere di dare valore al percorso delle aziende agricole che scelgono di investire in pratiche responsabili e di favorire la condivisione di esperienze all’interno della filiera. Il nostro impegno si sviluppa su più direttrici e la formazione, insieme al supporto continuativo garantito dai nostri agronomi, rappresenta una leva fondamentale».

Accanto alla formazione, non mancano risultati concreti e misurabili. Nel triennio 2022–2024, lo stabilimento Riso Gallo ha registrato un progressivo miglioramento dell’efficienza energetica per quintale di riso lavorato, una riduzione dell’utilizzo di materiale da imballaggio e un significativo calo dei prelievi idrici per unità di prodotto, pari al 49% rispetto al 2022. Parallelamente, è cresciuta in modo rilevante la quota di rifiuti destinati al riciclo. Sul fronte delle emissioni, è emerso come circa il 90% delle emissioni complessive associate alla filiera Riso Gallo sia riconducibile alla fase agricola; nel periodo analizzato si osserva tuttavia un miglioramento degli indicatori di intensità emissiva, grazie alla riduzione delle emissioni dirette legate al contenimento dei consumi energetici e a un progressivo miglioramento delle emissioni indirette connesse alle coltivazioni.

Digitalizzazione come leva operativa per le aziende agricoleIl ruolo della tecnologia come strumento concreto a supporto delle aziende agricole è stato approfondito da Raffaele Stupazzini, Food Sales Execution Manager Europe di xFarm Technologies. In collaborazione con xFarm Technologies, Riso Gallo ha avviato negli ultimi anni un percorso graduale di adozione di strumenti digitali, partito nel 2023 con un progetto pilota su un numero limitato di aziende, proseguito nel 2024 con una prima fase di scalabilità grazie al lancio dell’app Gallo4Farmers, fino ad arrivare nel 2025 a un utilizzo strutturato che coinvolge oggi 56 aziende, circa 1.000 campi e oltre 3.000 ettari monitorati. Un’evoluzione che ha consentito di trasformare i dati raccolti in un reale supporto alle decisioni agronomiche, facilitando il confronto nel tempo e la pianificazione delle attività.

Nel corso dell’incontro è stato inoltre evidenziato come il 2026 rappresenterà un anno cruciale in vista dell’introduzione, dal 2027, dell’obbligo del Quaderno di Campagna Digitale. In questo scenario, la progressiva familiarizzazione con strumenti digitali permette alle aziende agricole di affrontare il cambiamento normativo in modo graduale, trasformando un adempimento in un’opportunità di maggiore organizzazione e controllo gestionale.

Il Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile

Questo percorso di accompagnamento e innovazione trova una sintesi nel Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile, nato per valorizzare le aziende agricole che si distinguono per l’adozione di pratiche responsabili e per la capacità di coniugare sostenibilità ambientale, gestione efficiente e visione di lungo periodo.

Nel corso della cerimonia sono stati assegnati i riconoscimenti dell’edizione 2026.

Il Premio Migliore Azienda Agricola è stato conferito alla Società Agricola Santa Maria dei Cieli srl, che ha ottenuto il punteggio più elevato nella classifica generale.

Il Premio Donna in Agricoltura è andato alla Società Agricola Cerere 81 srl, per il percorso di leadership femminile e la gestione sostenibile dell’azienda.

Il Premio Innovazione è stato attribuito a Padus società semplice agricola, per l’adozione di soluzioni tecnologiche avanzate applicate alla risicoltura.

Il Premio Biodiversità è stato assegnato alla Società Agricola Manzi s.s., per l’impegno concreto nella tutela degli ecosistemi della risaia.

Infine, il Premio Speciale Azienda Storica è stato conferito alla Società Agricola Dott. Federico Radice Fossati, a riconoscimento del valore della continuità agricola e del profondo legame con il territorio, testimoniato da oltre 500 anni di storia.

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